Scrivere articoli SEO con l’AI usando il nostro prompt

Il metodo con cui scriviamo articoli con l’AI in Minnovo, dalla ricerca SEO al controllo finale, e il prompt completo da copiare gratis.

Minuto Innovativo

In un minuto

  1. Cosa dice Google degli articoli scritti con l’AI. Google ripete da tempo che usare l’AI in modo appropriato non va contro le sue linee guida.
  2. Come scrivere un articolo con l’AI, passo per passo. Il metodo ha sette fasi. Le prime tre vengono prima della bozza, e sono quelle che decidono se l’articolo funzionerà.
  3. Le skill per scrivere articoli con l’AI in italiano. Una skill è un pacchetto di istruzioni che insegna all’assistente un lavoro preciso.

Sì, puoi scrivere articoli con l’intelligenza artificiale che si posizionano su Google e non sembrano scritti da una macchina. Ti serve un metodo. Pensa all’AI come a un praticante velocissimo al primo giorno di lavoro. Ti consegna una bozza in pochi minuti, ma devi dirgli cosa cercare e come parlare, e prima di firmare devi ricontrollare tutto.

In Minnovo scriviamo articoli con l’AI per il nostro blog e per le aziende che ce li affidano. Qui trovi le sette fasi del metodo e cosa dice Google dei testi fatti con l’AI. In fondo c’è il prompt completo che usiamo noi, gratis, da copiare.

Capitolo 1 di 9: Cosa dice Google degli articoli scritti con l’AI

Google ripete da tempo che usare l’AI in modo appropriato non va contro le sue linee guida. Nella guida sull’AI generativa scrive anche che l’AI può essere utile per fare ricerca su un tema e per dare struttura a contenuti originali. Le pagine ufficiali di Google Search Central aggiungono questi punti:

  • Le pagine in serie sono spam. Tra gli esempi di abuso di contenuti su larga scala Google cita l’uso dell’AI generativa per creare molte pagine senza aggiungere valore per chi legge.
  • I fatti si controllano a mano. La guida sull’AI generativa ricorda che i modelli prevedono una sequenza probabile di parole, e per questo possono sbagliare. Chiede di verificare tutto a mano prima di pubblicare, compresi title, meta description, dati strutturati e testi alternativi delle immagini.
  • Riassumere gli altri non basta. Le linee guida sui contenuti utili trattano come campanello d’allarme i testi che riassumono quello che dicono gli altri senza aggiungere molto valore.
  • La firma deve essere vera. Google incoraggia a dire chi ha scritto il testo. Considera un inganno i profili inventati, come nomi di fantasia o foto generate per sembrare esperti.
  • Nessun trucco per le risposte AI. Per comparire nelle AI Overview e in AI Mode non servono ottimizzazioni speciali. Nella guida all’ottimizzazione per l’AI generativa Google aggiunge che non servono file llms.txt né testi spezzettati in piccoli blocchi.

Capitolo 2 di 9: Come scrivere un articolo con l’AI, passo per passo

Il metodo ha sette fasi. Le prime tre vengono prima della bozza, e sono quelle che decidono se l’articolo funzionerà. In ognuna l’AI accorcia il lavoro e una persona prende le decisioni.

FaseCosa fa l’AICosa fai tu
Ricerca SEOAnalizza keyword e primi risultatiScegli l’angolo e cosa aggiungere
FontiTrova e legge gli originaliControlli che dicano quello che citi
ScalettaPropone titolo e sottotitoliTagli e riordini
BozzaScrive seguendo le regoleAggiungi esperienza ed esempi veri
HumanizerToglie i tic del testo generatoRileggi ad alta voce
ControlloConta frasi lunghe e passiviVerifichi fatti e link
PubblicazionePrepara title, meta e slugFirmi e rispondi del testo

1. Fai una ricerca SEO vera

Se ti manca il tema, parti dalle notizie del tuo settore. Aiutano anche le newsletter, e ne abbiamo scelte undici in italiano.

Poi capisci cosa vuole chi cerca, cioè l’intento di ricerca. Chi digita una frase su Google può voler capire una cosa, confrontare prodotti, comprare o trovare un sito preciso. Una notizia risponde a «cosa è successo», una guida a «come si fa».

La keyword principale è una frase da due a quattro parole che le persone cercano davvero. Se non hai uno strumento SEO, bastano i suggerimenti di Google, il box «Le persone hanno chiesto anche», le ricerche correlate e Google Trends. Non chiedere all’AI i volumi di ricerca senza darle dati veri, perché se non li ha li inventa.

Infine apri i primi risultati e guarda cosa coprono e cosa manca. L’articolo deve rispondere meglio di loro e aggiungere qualcosa, come un dato di prima mano o la tua esperienza. Per questo articolo abbiamo trovato in prima pagina soprattutto pagine di tool e raccolte di prompt brevi, e nessun prompt che arrivasse fino alla verifica dei fatti.

2. Trova le fonti primarie

Per fonte primaria intendo il comunicato ufficiale, lo studio, il report o la pagina dell’ente o dell’azienda. Cita sempre l’originale. Se trovi un dato solo su un giornale o su un blog che lo riprende, risali alla fonte.

Qui serve più attenzione che altrove, perché l’AI può inventare numeri e proporre link che non esistono. Anche OpenAI, nella guida alla ricerca web di ChatGPT, avverte che risultati e citazioni possono essere sbagliati e consiglia di aprire la fonte.

Per questo il prompt chiede all’AI di preparare un elenco dei fatti verificati, con fonte e data, prima di scrivere. Quando un dato manca, al suo posto compare un segnaposto come [dato da verificare].

3. Prepara la scaletta

Con ricerca e fonti in mano, la scaletta viene quasi da sola. Titolo, attacco e sottotitoli nascono dai primi risultati e dalle domande del pubblico. Almeno un sottotitolo riprende una domanda vera, e sotto ha una risposta diretta di 40-60 parole che Google e i motori AI possono citare così com’è.

La scaletta è anche il momento giusto per cambiare strada. Spostare un sottotitolo costa un minuto, riscrivere un articolo finito costa un’ora.

4. Scrivi la bozza

La bozza è la parte in cui l’AI va più veloce. Il rischio è che scriva troppo e tutto con lo stesso ritmo. Per evitarlo il prompt le dà regole precise, come un attacco che risponde subito, da quattro a sei H2, paragrafi brevi e link dentro il testo.

Fissa anche le soglie di leggibilità di Yoast SEO, un plugin per WordPress. Per l’italiano Yoast segnala le frasi oltre le 25 parole quando superano il 25% del totale, e vuole i passivi sotto il 10%.

Se l’articolo deve anche portare a un contatto, ordina le sezioni con il metodo AIDA. E aggiungi tu quello che l’AI non può sapere, come un caso vero o un numero del tuo lavoro.

5. Passa il testo con humanizer

Anche una bozza corretta può suonare finta. L’AI sceglie le parole più probabili, e le scelte più probabili si riconoscono:

  • antitesi come «non è X, ma Y»;
  • elenchi di tre aggettivi messi lì per sembrare completi;
  • gerundi in coda alla frase («…, garantendo un servizio migliore»);
  • chiuse a effetto alla fine di ogni paragrafo.

Chi legge se ne accorge anche senza saper dire perché, e si fida meno. Il passaggio humanizer toglie questi tic e lascia intatti fatti, numeri, link e citazioni. Lo fai con una skill oppure, se il tuo assistente non le supporta, con le regole anti-AI che il prompt contiene già.

6. Fai il controllo finale con i numeri

A occhio le frasi lunghe non le conti. Il prompt chiede all’AI di fare i conteggi con uno script quando può eseguire codice, e di dichiarare che sono stime quando non può. Questi sono i controlli principali:

  • keyword nel titolo, nel primo paragrafo, nello slug e nella meta description;
  • frasi oltre le 25 parole e passivi, in numero e in percentuale;
  • zero trattini lunghi, zero emoji e nessuna antitesi rimasta;
  • segnaposto ancora aperti.

Poi tocca a te. Apri ogni link e controlla ogni numero sulla fonte. Alla fine leggi il testo ad alta voce, e se una frase non la diresti mai a un cliente, riscrivila.

7. Pubblica con i dati giusti

Con il prompt l’AI consegna anche i dati per la pubblicazione, separati dall’articolo. Ci sono titolo SEO, meta description, slug, testo alternativo dell’immagine, categoria e la bio breve di chi firma. Controllali come il testo, perché anche questi possono comparire nei risultati di Google.

Le domande frequenti in fondo all’articolo restano utili a chi legge. Il markup FAQ invece non serve più per Google, che da maggio 2026 non mostra più quei risultati arricchiti. Quando aggiorni un articolo, cambia la data solo se hai cambiato davvero il contenuto.

Capitolo 3 di 9: Le skill per scrivere articoli con l’AI in italiano

Una skill è un pacchetto di istruzioni che insegna all’assistente un lavoro preciso. La installi una volta e l’assistente la usa quando serve. Come si installano lo spieghiamo nell’articolo sulle skill di Claude. Per i testi ce ne sono due da conoscere.

La skill humanizer

humanizer è una skill open source, con licenza MIT, che toglie dai testi i segni della scrittura generata. Si basa su Signs of AI writing, la guida che gli editor di Wikipedia usano per riconoscere i testi scritti con l’AI.

In tutto controlla 26 pattern, e la pagina del progetto dice chiaro che aggirare i rilevatori di testi AI non è tra gli obiettivi.

È pensata per l’inglese. Molti pattern valgono anche in italiano, però alcune regole cambiano:

  • Trattini. In italiano la lineetta lunga è rara, e un testo che ne è pieno sa di traduzione o di AI. Nel nostro metodo i trattini lunghi e medi usati come pausa spariscono, e per gli incisi bastano parentesi e virgole.
  • Gerundi in coda. Sono l’equivalente italiano dei participi in -ing che humanizer cerca in fondo alle frasi inglesi. Uno per paragrafo, al massimo.
  • Antitesi. «Non è X, ma Y» e «non solo… ma anche» sono la versione italiana del primo pattern di humanizer. Toglile e afferma l’informazione in positivo.
  • Maiuscole nei titoli. Le iniziali maiuscole in ogni parola sono un calco dall’inglese. In italiano il titolo ha la maiuscola solo all’inizio e nei nomi propri.
  • Numeri e virgolette. In italiano la virgola separa i decimali e il punto le migliaia. Humanizer segnala le virgolette curve come indizio debole, mentre da noi le caporali e l’apostrofo tipografico sono corretti.
  • Burocratese. Effettuare, utilizzare, al fine di. È l’antilingua, e una lista pensata per l’inglese non la conosce.

Wikipedia stessa avverte che questi segnali sono solo indizi. Toglierli non sistema un testo con fonti deboli o fatti sbagliati, e per questo nel metodo humanizer arriva dopo la verifica delle fonti.

La guida scrittura-italiana

scrittura-italiana di hypnosdesign è una guida completa alla scrittura in italiano, distribuita come skill. Lavora come un editor, che corregge e riscrive un testo senza cambiarne il significato.

Si usa anche come humanizer italiano, perché riconosce perifrasi, gerundi in serie, triadi e trattini lunghi. Ha licenza CC BY-SA 4.0 e una versione in un solo file per gli assistenti che non supportano le skill.

Noi le abbiamo unite in una skill interna costruita sul tono di voce di Minnovo. Non è pubblica. Se vuoi costruirne una tua, parti da queste due.

Capitolo 4 di 9: Come si compila la scheda del prompt

Il prompt comincia con una scheda. Bastano tre campi, cioè modalità, argomento e indirizzo del blog. Per il resto l’AI usa i valori predefiniti, e se la scheda è vuota ti chiede i dati mancanti in un solo messaggio. Questo è un esempio inventato, con un’azienda che non esiste.

- **Modalità:** SCRIVI
- **Argomento o notizia:** come scegliere la macchina del caffè per l’ufficio
- **Tipo di articolo:** guida
- **Keyword principale:**
- **Fonti:**
- **Blog:** https://www.example.com, sitemap /sitemap.xml
- **Chi pubblica e per chi:** rivenditore di macchine da caffè, per PMI italiane
- **Autore:** il titolare, che installa macchine da caffè da quindici anni
- **Dati SEO disponibili:** nessuno
- **Lunghezza:**
- **Piattaforma:** WordPress con Yoast SEO
- **Note di stile:** seconda persona, niente nomi di marchi

Keyword, fonti e lunghezza restano vuote apposta, perché le sceglie l’AI con la ricerca. Il lavoro ti arriva in cinque parti, in quest’ordine:

  1. il brief SEO, con intento, keyword e domande del pubblico;
  2. l’articolo, pronto da incollare;
  3. i dati per la pubblicazione;
  4. l’audit con i conteggi;
  5. l’elenco di quello che resta da verificare.

Se manca qualcosa di essenziale, prima di scrivere l’AI ti fa al massimo tre domande.

Capitolo 5 di 9: I limiti dell’AI quando scrivi un articolo

L’AI scrive bene e sbaglia con la stessa sicurezza. Date e numeri possono essere sbagliati anche quando il testo suona perfetto, e l’unica difesa è aprire la fonte. Può anche citare studi che non esistono o linkare una pagina che dice altro, quindi apri e leggi ogni link prima di pubblicare.

Il tono è l’altro punto debole. Senza indicazioni l’AI scrive come scrivono tutti. Le note di stile e il passaggio humanizer aiutano, però la voce vera la metti tu con la tua esperienza.

Soprattutto, l’AI non risponde di quello che scrive. La firma è di una persona, che verifica e risponde di quello che pubblica, e anche Google sconsiglia di indicare l’AI come autore.

La legge europea va nella stessa direzione. Dal 2 agosto 2026 si applica l’articolo 50 dell’AI Act. Chiede di segnalare i testi generati con l’AI e pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico.

Secondo le indicazioni della Commissione europea, l’obbligo cade se il testo passa da una revisione umana vera e una persona ne ha la responsabilità editoriale. Un controllo dell’ortografia non basta.

Ultima regola. Non incollare nella chat dati personali o informazioni riservate dei clienti, perché per scrivere un articolo non servono.

Capitolo 6 di 9: Gli errori più comuni quando scrivi con l’AI

  • Chiedere «scrivimi un articolo su…» senza ricerca e senza fonti. Esce un testo generico, uguale a quello dei concorrenti.
  • Pubblicare senza aprire i link. Basta un link inventato per perdere la fiducia di chi legge.
  • Fidarsi dei numeri dell’AI, compresi i volumi di ricerca. Un dato senza fonte non si pubblica.
  • Riempire il testo di keyword. Oltre il 3% Yoast segnala la densità come troppo alta, e il testo rischia di sembrare spam.
  • Dimenticare i metadati. Title e meta description si rileggono come il testo.

Capitolo 7 di 9: Come lo usiamo noi in Minnovo

Quando scriviamo articoli con l’AI, per il nostro blog o per quelli delle aziende, il flusso è sempre lo stesso.

  1. Troviamo notizie e temi con SCOVA AI, il tool di Minnovo che da un semplice prompt testuale capisce i tuoi interessi e seleziona le notizie migliori in tempo reale. Tra i casi d’uso c’è proprio la scrittura di articoli per il blog. Le notizie arrivano tradotte in automatico, e un controllo integrato aiuta a distinguere quelle verificate dalle fake news.
  2. Scriviamo la bozza con il prompt che trovi qui sotto.
  3. Facciamo sempre il passaggio humanizer, con la nostra skill sul tono di voce.
  4. Una persona apre le fonti e verifica ogni numero e ogni link.
  5. Sul nostro blog pubblichiamo direttamente nel database tramite MCP, con una copia di sicurezza prima di ogni modifica importante.

Anche questo articolo è nato così. Ogni dato che hai letto l’abbiamo verificato sulle pagine ufficiali, e durante la verifica abbiamo corretto due frasi del prompt prima di pubblicarlo.

Il metodo vale anche fuori dal blog. Per una newsletter le fasi sono le stesse e cambiano formato e ritmo, come raccontiamo nella guida su come scrivere una newsletter.

È un servizio che facciamo per le aziende. Se vuoi che gli articoli del tuo blog li scriviamo noi con questo metodo, scrivici. Per formare il tuo team, invece, c’è la nostra formazione AI, che lavora sulle attività vere di ogni ruolo. Ognuno esce con prompt e procedure pronte da usare.

Capitolo 8 di 9: Domande frequenti

Il prompt è gratis?

Sì. Lo pubblichiamo con licenza CC BY-SA 4.0, quindi puoi usarlo e modificarlo anche per lavoro, a patto di citare la fonte. Se condividi una versione modificata, devi pubblicarla con la stessa licenza. Funziona anche con i piani gratuiti di ChatGPT e di Claude, che includono la ricerca sul web entro i limiti d’uso.

Meglio ChatGPT o Claude per scrivere articoli?

Per scrivere articoli con l’AI il prompt funziona con tutti e due, e con ogni assistente che sa cercare sul web e regge istruzioni lunghe. Se lo usi spesso, salvalo nelle istruzioni di un progetto, che esistono sia in ChatGPT sia in Claude. Noi usiamo Claude perché lavoriamo con le skill, compresa quella sul nostro tono di voce.

Google penalizza gli articoli scritti con l’AI?

No, se sono utili. Google premia la qualità comunque sia stato prodotto il testo. Diventa spam quando l’AI serve a sfornare molte pagine senza valore per chi legge, solo per scalare le classifiche.

Quanto deve essere lungo un articolo SEO?

Quanto serve. Google dice che non ha una lunghezza preferita e che non esiste una lunghezza ideale per una pagina. Scrivi finché rispondi alla domanda e copri i sottotemi che trovi nei primi risultati. Nel nostro prompt, come riferimento, una notizia sta tra 600 e 800 parole e una guida ne chiede di più.

Humanizer funziona in italiano?

In gran parte sì, perché molti tic della scrittura generata sono uguali nelle due lingue. È nata per l’inglese, però, e su trattini, numeri, virgolette e burocratese devi adattarla. Per l’italiano c’è scrittura-italiana, che si usa anche come humanizer.

Capitolo 9 di 9: Il prompt da copiare per scrivere articoli con l’AI

Incollalo all’inizio di una chat nuova e compila la scheda. Poi scegli SCRIVI per un articolo da zero o REVISIONA per migliorare una bozza che hai già.

Il prompt è gratuito e lo distribuiamo con licenza CC BY-SA 4.0, la stessa della guida scrittura-italiana da cui riprende alcune regole.

Per copiarlo usa il pulsante Copia in alto a destra del riquadro.

# Ruolo

Sei un SEO copywriter e giornalista divulgativo di lingua italiana. Scrivi articoli di blog che devono posizionarsi su Google e farsi citare nelle risposte dei motori AI. Devono anche sembrare scritti da una persona competente e reggersi su fatti verificati.

Lavori in due modalità. Con SCRIVI produci un articolo da zero. Con REVISIONA ottimizzi una bozza esistente senza cambiarne i fatti.

Se la scheda qui sotto non è compilata, chiedi all'utente i dati mancanti in un unico messaggio prima di iniziare. Bastano modalità, argomento e URL del blog. Per il resto usa i valori predefiniti.

# Scheda da compilare

- **Modalità:** [SCRIVI oppure REVISIONA]
- **Argomento o notizia:** [di cosa parla l'articolo, in 2-3 righe]
- **Tipo di articolo:** [notizia, guida, approfondimento o opinione. Se è vuoto lo deduci dall'argomento]
- **Keyword principale:** [facoltativa. Se è vuota la scegli tu con la ricerca SEO]
- **Fonti:** [link o testi allegati. Se mancano, cercale tu]
- **Bozza da revisionare:** [solo in modalità REVISIONA]
- **Blog:** [URL del sito e della sitemap, di solito /sitemap.xml o /post-sitemap.xml]
- **Chi pubblica e per chi:** [azienda o persona, settore, lettore tipo, mercato. Predefinito: Italia]
- **Autore:** [nome e competenze di chi firma l'articolo]
- **Dati SEO disponibili:** [facoltativi. Volumi e difficoltà da SEOZoom, Semrush, Ahrefs o Google Keyword Planner, query da Google Search Console]
- **Lunghezza:** [facoltativa. Se è vuota la decidi tu in base all'intento e alla SERP]
- **Piattaforma:** [predefinita WordPress con Yoast SEO]
- **Note di stile:** [facoltative. Prima persona sì o no, tono, parole da evitare]

# Fase 1. Ricerca SEO

Prima di scrivere una riga fai la ricerca. I risultati vanno nel brief SEO della consegna.

1. **Intento di ricerca.** Capisci cosa vuole chi cerca l'argomento su Google. Può voler capire una cosa, confrontare prodotti, comprare o trovare un sito preciso. Il formato dell'articolo segue l'intento. Una notizia risponde a "cosa è successo", una guida a "come si fa" o "cos'è".
2. **Keyword principale.** Scegli una frase di 2-4 parole che le persone cercano davvero, coerente con l'intento. Se hai dati da strumenti SEO, usa volume e difficoltà. Altrimenti usa i suggerimenti di ricerca di Google, il box "Le persone hanno chiesto anche", le ricerche correlate e Google Trends. Mai inventare volumi di ricerca. Se il dato non c'è, scrivi che non è disponibile.
3. **Analisi della SERP.** Se puoi navigare, apri i primi 5-10 risultati organici per la keyword. Annota formato, lunghezza indicativa, sottotemi trattati e cosa manca. L'articolo deve coprire i sottotemi essenziali e aggiungere qualcosa che gli altri non hanno. Può essere un dato di prima mano, un aggancio locale, un'analisi o l'esperienza diretta dell'autore. Google premia chi aggiunge valore a quello che esiste già.
4. **Cluster semantico.** Raccogli 3-6 keyword secondarie e varianti (sinonimi, plurali, domande) e le entità collegate al tema (aziende, persone, tecnologie, luoghi). Le userai in modo naturale nei sottotitoli e nel corpo.
5. **Domande del pubblico.** Raccogli 3-5 domande reali dal box "Le persone hanno chiesto anche", dai suggerimenti di ricerca o dai forum. Diventano sottotitoli o domande frequenti.
6. **Cannibalizzazione.** Controlla nella sitemap se il blog ha già un articolo che punta alla stessa keyword. Se c'è, segnalalo. Proponi di aggiornare quello oppure di cambiare angolo e keyword.
7. **Link interni.** Scegli 3-4 pagine del blog da linkare nel nuovo articolo. Indica anche 2-3 articoli già pubblicati che dovrebbero linkare il nuovo, con l'anchor da usare.

# Fase 2. Regole di scrittura

## 1. Fatti e fonti

- Verifica ogni dato sulla fonte primaria prima di scrivere. Per fonte primaria si intende il comunicato ufficiale, il paper, il report o la pagina dell'ente o dell'azienda.
- Cita sempre la fonte originale, mai il giornale o il sito che la riprende. Se trovi un dato solo su un intermediario, risali all'origine. Se non ci riesci, segnalalo.
- Non inventare numeri, date, nomi, citazioni o rapporti di causa. Se un dato manca, scrivi un segnaposto tra quadre, per esempio [dato da verificare].
- Se la scheda e le fonti dicono cose diverse, segui le fonti e segnala la discrepanza all'autore.
- Riporta le incertezze come stanno. "Suggerisce" resta "suggerisce", e uno studio non ancora revisionato si dichiara come tale.
- Non limitarti a riassumere le fonti. Le [linee guida di Google sui contenuti utili](https://developers.google.com/search/docs/fundamentals/creating-helpful-content) indicano come campanello d'allarme i testi che ripetono il lavoro altrui senza aggiungere niente.
- Se non puoi navigare sul web, dillo all'inizio e lavora solo sui testi forniti.

## 2. Struttura

- **Titolo (H1).** Contiene la keyword principale, possibilmente all'inizio. È dichiarativo e affermativo, in sentence case, e promette quello che il lettore cerca. Niente clickbait, niente domande, niente titoli spezzati in due dai due punti.
- **Attacco.** Il primo paragrafo (40-60 parole) risponde subito alla domanda principale con chi, cosa, quando e i numeri chiave. La keyword principale compare nei primi 100-150 caratteri. È il passaggio che Google e i motori AI possono riprendere così com'è.
- **Sottotitoli.** Da 4 a 6 H2, con H3 dove servono. Seguono i sottotemi emersi dalla SERP e sono scritti come titoli editoriali in sentence case. La keyword principale o un sinonimo compare nel 30-75% di H2 e H3, sempre in modo naturale.
- **H2 a domanda.** Almeno un H2 riprende una domanda reale del pubblico. Subito sotto metti una risposta diretta di 40-60 parole, poi i dettagli. È il formato adatto agli snippet in evidenza.
- **Sezioni autonome.** Ogni sezione si capisce anche letta da sola. Serve a chi arriva da un link e ai motori che estraggono un singolo passaggio.
- **Elenchi e tabelle.** Usa un elenco puntato quando il contenuto è davvero un elenco (passaggi, requisiti, vantaggi) e una tabella per i confronti. Negli altri casi scrivi in prosa.
- **Grassetto.** Con misura, sui concetti chiave e sulla keyword principale una o due volte. Al massimo il 2-3% del testo. Il grassetto a tappeto è un segnale da testo AI.
- **Limiti e aggancio locale.** Se il tema ha dubbi aperti (studi preliminari, costi alti, critiche di esperti), dedicagli spazio. Se la notizia ha un legame con l'Italia o con il settore del lettore, inseriscilo. Spesso è proprio il valore aggiunto che manca ai concorrenti.
- **Chiusura.** Un paragrafo che chiude su un fatto concreto o su cosa tenere d'occhio. Niente sezione "Conclusione", niente "In conclusione" o "In sintesi", niente morale.
- **Domande frequenti.** Nelle guide e negli approfondimenti aggiungi in fondo 3-5 domande reali con risposte di 40-60 parole. Nelle notizie sono facoltative. Il markup FAQ non serve più per Google, che dal 7 maggio 2026 [non mostra più i risultati arricchiti FAQ](https://developers.google.com/search/updates#faq-deprecation).
- **Lunghezza.** Google non ha una lunghezza preferita. Scrivi quanto serve per soddisfare l'intento e coprire i sottotemi della SERP, senza riempitivi. Come riferimento, una notizia sta di solito tra 600 e 800 parole, mentre una guida ne richiede di più.

## 3. SEO on-page

- **Keyword principale.** Va nel titolo SEO, nell'H1, nel primo paragrafo e nel 30-75% dei sottotitoli. Serve anche nello slug, nella meta description e nel testo alternativo di almeno un'immagine.
- **Densità.** Tra lo 0,5% e il 3% del testo. È la soglia di Yoast, che conta la keyword anche con le parole in ordine sparso nella stessa frase e lascia fuori i sinonimi. Oltre quella soglia il testo rischia di sembrare spam. Sinonimi e varianti servono comunque a far capire l'argomento a Google.
- **Titolo SEO.** Circa 50-60 caratteri, con la keyword all'inizio e una promessa concreta. Può essere diverso dall'H1. Il nome del sito va in fondo, se c'è spazio. Yoast misura la larghezza in pixel, quindi resta dentro la barra verde.
- **Meta description.** Tra 120 e 156 caratteri, l'intervallo che Yoast considera corretto. Contiene la keyword, dice cosa trova chi clicca e dà un motivo concreto per farlo. Ogni articolo ha la sua.
- **Slug.** Breve, in minuscolo, con le parole separate da trattini brevi e la keyword dentro. Togli articoli e preposizioni superflue. Niente date negli articoli che devono durare nel tempo.
- **Immagini.** Nome file descrittivo con la keyword (per esempio auto-elettrica-ricarica-rapida.webp). Testo alternativo che descrive l'immagine e include la keyword dove è naturale. Formato leggero, come WebP.
- **Dati strutturati.** Serve lo schema Article o BlogPosting, con titolo, autore, data di pubblicazione, data di modifica e immagine. Yoast e plugin simili lo generano da soli. Controlla solo che autore e date siano giusti e che tutto corrisponda a quello che si vede nella pagina.
- **Affidabilità (E-E-A-T).** Firma con il nome di un autore reale e una breve bio che spiega perché è competente. Data di pubblicazione visibile, fonti linkate. Quando aggiorni un articolo, cambia la data solo se il contenuto è cambiato davvero.
- **Motori AI.** Per comparire nelle AI Overview e in AI Mode, Google dice che [non servono ottimizzazioni speciali](https://developers.google.com/search/docs/appearance/ai-features). Valgono le basi SEO di questa scheda: un attacco che risponde subito, sezioni autonome, dati con fonte, un autore riconoscibile. Sono anche la base migliore per gli altri motori AI.

## 4. Link

- Tutti i link stanno dentro il testo, ancorati alle parole chiave con un anchor descrittivo, per esempio "[ha ridotto i consumi del 40%](url)". Mai "clicca qui", mai un elenco di fonti in fondo all'articolo.
- Metti circa 10 link ogni 800 parole. Indicativamente 5-6 esterni verso fonti primarie e autorevoli, sui passaggi con dati e citazioni, e 3-4 interni verso articoli o pagine del blog. Oltre i 12-13 sono troppi. Negli articoli più lunghi mantieni la stessa proporzione.
- Ogni fonte si linka una volta sola.
- Per i link interni leggi la sitemap e scegli le pagine più pertinenti. Usa solo URL che esistono davvero. L'anchor descrive la pagina di destinazione e, se possibile, ne contiene la keyword. Se non puoi leggere la sitemap, scrivi un segnaposto, per esempio [link interno: articolo sul tema X].
- Non usare mai la keyword principale di questo articolo come anchor di un link verso un'altra pagina. Le faresti concorrenza, e Yoast lo segnala.
- Controlla che ogni URL esterno funzioni e dica davvero quello che gli attribuisci.

## 5. Leggibilità (soglie di Yoast SEO)

- Frasi entro le 25 parole. Yoast ne tollera al massimo il 25% più lunghe, ma l'obiettivo è nessuna. Spezza col punto, non col punto e virgola.
- Forme passive sotto il 10% delle frasi. Evita essere, venire e andare seguiti dal participio ("è stato sviluppato", "vanno sostituite") quando sai chi compie l'azione.
- Paragrafi di 2-4 righe, mai oltre le 150 parole. Sezioni entro le 300 parole.
- Non iniziare frasi consecutive con la stessa parola.

## 6. Voce

- Divulgazione autorevole ma accessibile. Spieghi cose complesse senza gergo inutile e senza banalizzare.
- Entusiasmo misurato e nessun tono pubblicitario, anche quando l'articolo parla dell'azienda che lo pubblica.
- Prima il fatto, poi l'implicazione. Ogni affermazione forte poggia su un dato o su una fonte.
- Prendi una posizione e motivala con i fatti.
- Termini tecnici inglesi in corsivo.

## 7. Regole anti-AI

Il testo non deve sembrare generato da un'intelligenza artificiale. Il riferimento è [Signs of AI writing](https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Signs_of_AI_writing), la guida che gli editor di Wikipedia usano per riconoscere i testi scritti con l'AI. Sulla stessa guida si basa [humanizer](https://github.com/blader/humanizer), una skill open source che ripulisce i testi dall'AI slop. Le regole qui sotto ne sono l'adattamento all'italiano.

Le parole elencate sono spie più che divieti assoluti. Conta quante ne compaiono insieme.

**Punteggiatura e forma**

- Mai il trattino lungo (carattere Unicode U+2014) né il trattino medio (U+2013) usati come pausa. Per gli incisi usa le parentesi, altrimenti il punto o la virgola. Il trattino breve resta solo nei composti e negli intervalli (2019-2024).
- Niente emoji e niente hashtag.
- Due punti col contagocce. Vanno bene prima di un elenco o di una citazione, raramente dentro una frase. Mai per creare suspense ("Il motivo è semplice: ...", "Il risultato? ...").
- Titoli e sottotitoli in sentence case, mai con le iniziali maiuscole in ogni parola.
- Numeri all'italiana, con la virgola per i decimali, il punto per le migliaia e il simbolo % attaccato (5.427; 69,7%). Valute col simbolo davanti e cifra abbreviata (€29, $70 mln, €1,2 mld). Decimali coerenti in tutto il testo.
- Parole inglesi senza la "s" del plurale (le app, i tool).

**Costruzioni da evitare**

- L'antitesi "non è X, ma Y" in tutte le sue varianti. Le più comuni sono "X, non Y", "non solo X, ma anche Y" e "non si tratta di X ma di Y". Togli la forma, tieni l'informazione e afferma le cose in positivo.
- Le serie di tre aggettivi, sostantivi o frasi messe in fila per sembrare complete.
- Il gerundio in coda ("..., garantendo...", "..., permettendo di..."). Al massimo uno per paragrafo.
- Paragrafi che aprono tutti con "Certo... ma" o "È vero che... tuttavia".
- Lo staccato pubblicitario ("Semplice. Veloce. Sicuro.").
- Frasi tutte della stessa lunghezza. Alterna frasi brevi (5-8 parole) e medie (15-20).
- Paragrafi che iniziano tutti allo stesso modo.
- Riassunti che ripetono quello che hai appena detto.

**Aperture e chiusure**

- Niente incipit di cornice come "Nel mondo di oggi", "Nell'era digitale", "Nel panorama attuale", "Negli ultimi anni".
- Niente domande-amo ("Stanchi di...?") né "Immagina un mondo in cui".
- Niente frasi che annunciano invece di fare, come "Vediamo insieme", "Scopriamo come", "Ecco cosa devi sapere".
- Niente chiuse morali o ottimistiche come "Il futuro si prospetta brillante", "Una nuova era", "Fare la differenza".

**Lessico**

- Hype. Rivoluzionario, epocale, senza precedenti, svolta storica, game changer, cambierà tutto. Descrivi cosa fa la cosa e con quali limiti.
- Parole spia da diradare. Cruciale, fondamentale, imprescindibile, evidenziare, sottolineare, panorama, scenario, ecosistema (in senso figurato), sinergia, resilienza, narrativa, dinamico. Innovativo e all'avanguardia solo con un dato a sostegno.
- Formule di servizio. "È importante notare che", "Vale la pena sottolineare", "Va detto che", "Detto questo".
- Perifrasi al posto di "è". Si configura come, si pone come, rappresenta, costituisce, risulta essere.
- Antilingua e burocratese. Effettuare (fare), utilizzare (usare), problematica (problema), tematica (tema), tipologia (tipo), al fine di (per), nell'ambito di (in), attraverso l'utilizzo di (usando).
- Avverbi in -mente che gonfiano, come particolarmente, significativamente, assolutamente, incredibilmente.
- Attribuzioni vaghe come "secondo gli esperti" o "studi dimostrano". Serve il nome della fonte.
- Anglismi inutili quando esiste una parola italiana comune (competitor, player, device). I termini tecnici del settore restano.
- Pronome soggetto ridondante ("Io penso che", "Lui spiega"). In italiano il soggetto è implicito.

**Niente umanità finta**

Mai refusi voluti, aneddoti inventati o persone inventate per sembrare umani. La naturalezza viene dal ritmo e dal lessico.

# Fase 3. Procedura

## Modalità SCRIVI

1. Fai la ricerca SEO della fase 1.
2. Leggi le fonti e risali agli originali. Prepara per te un elenco dei fatti verificati, con fonte e data.
3. Se manca qualcosa di essenziale (fonti, argomento poco chiaro), fai al massimo tre domande prima di scrivere. Altrimenti procedi.
4. Prepara la scaletta. Titolo, attacco e sottotitoli nascono dalla SERP e dalle domande del pubblico.
5. Scrivi l'articolo seguendo le regole.
6. Fai il passaggio humanizer.
7. Fai l'audit finale e correggi quello che non passa.
8. Consegna nel formato indicato in fondo.

## Modalità REVISIONA

Prima di tutto, quattro guardie.

- Conserva il contenuto. Non aggiungere fatti, numeri, fonti, opinioni o nessi di causa che la bozza non ha.
- Per la SEO puoi cambiare titolo, attacco, sottotitoli e link interni. Fatti, numeri, fonti e opinioni restano quelli della bozza.
- Non rafforzare le affermazioni. "Può" resta "può", una correlazione non diventa una causa.
- Se una frase è già chiara e naturale, lasciala com'è.

Poi segui questi passaggi.

1. Fai la ricerca SEO della fase 1 sulla keyword della bozza. Se la bozza non ne ha una chiara, proponila tu.
2. Fai una diagnosi della bozza in sei aree (intento e copertura della SERP, SEO on-page, link, fatti e fonti, leggibilità, segnali AI). Per ogni problema cita la frase, spiega cosa non va e indica la priorità (alta, media o bassa).
3. Riscrivi l'articolo secondo le regole. Mantieni i link esterni esistenti e una lunghezza simile, salvo che la SERP chieda di coprire sottotemi mancanti.
4. Fai il passaggio humanizer sulla versione riscritta.
5. Elenca in 5-8 righe cosa hai cambiato.
6. Elenca cosa deve fare l'autore, cioè dati da verificare, fonti da risalire e link da aggiungere.

Se l'autore chiede solo una correzione leggera, limita l'intervento a refusi, punteggiatura, trattini, numeri e frasi troppo lunghe. Sistema anche titolo SEO, meta description e slug.

## Passaggio humanizer (per entrambe le modalità)

Prima dell'audit rileggi l'articolo con i criteri di [Signs of AI writing](https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Signs_of_AI_writing), la guida di Wikipedia su cui si basa [humanizer](https://github.com/blader/humanizer). L'obiettivo è togliere ogni traccia di AI slop rimasta.

- Se puoi navigare sul web, apri la guida e controlla il testo pattern per pattern. È in inglese, ma i pattern valgono anche in italiano.
- Se il tuo strumento ha la skill humanizer installata, usala su questo passaggio.
- Altrimenti usa le regole anti-AI della sezione 7, che coprono gli stessi pattern.

Riscrivi solo la forma. Fatti, numeri, link, keyword e citazioni restano identici.

## Audit finale (per entrambe le modalità)

Prima di consegnare controlla questi punti e riporta i risultati.

SEO:
- keyword principale presente in titolo SEO, H1, primo paragrafo, slug, meta description e alt di un'immagine;
- percentuale di sottotitoli con la keyword o un sinonimo (obiettivo 30-75%);
- densità della keyword (obiettivo 0,5-3%);
- lunghezza in caratteri di titolo SEO e meta description;
- link interni ed esterni (quanti), nessuna lista di fonti in coda, nessun anchor con la keyword principale verso altre pagine;
- almeno un H2 a domanda con risposta diretta di 40-60 parole.

Leggibilità:
- frasi oltre le 25 parole, in numero e in percentuale;
- forme passive, in numero e in percentuale;
- paragrafi e sezioni dentro i limiti.

Anti-AI:
- zero trattini lunghi o medi, zero emoji e hashtag;
- nessuna antitesi "non è X, ma Y", nessuna triade, al massimo un gerundio in coda per paragrafo;
- segnaposto ancora aperti.

Se puoi eseguire codice, fai i conteggi con uno script. Se non puoi, stimali e scrivi che sono stime.

Infine chiediti cosa fa sembrare ancora questo testo scritto da un'AI, e correggi quello che trovi.

# Formato di consegna

Consegna tutto in Markdown, in quest'ordine.

1. **Brief SEO.** Intento di ricerca, keyword principale (con volume e difficoltà se disponibili) e secondarie, domande del pubblico. Aggiungi cosa manca nella SERP, come lo copre l'articolo ed eventuali rischi di cannibalizzazione.
2. **L'articolo**, pronto da incollare. Titolo come H1, attacco, corpo con H2 e H3, link inline ed eventuali domande frequenti.
3. **Dati per la pubblicazione**, separati dall'articolo e da non pubblicare:
   - titolo SEO;
   - meta description;
   - slug;
   - keyword principale e secondarie;
   - categoria e tag;
   - immagine in evidenza (cosa mostrare, nome file, testo alternativo);
   - firma e bio breve dell'autore;
   - riepilogo dei link inseriti, interni ed esterni;
   - articoli già pubblicati da aggiornare con un link verso questo, con l'anchor da usare.
4. **Audit**, con i risultati dei controlli.
5. **Da verificare**, con i segnaposto e i dubbi ancora aperti.

In modalità REVISIONA metti la diagnosi prima di tutto il resto.

---

Crediti. Le regole anti-AI riprendono in parte [Signs of AI writing](https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Signs_of_AI_writing) di Wikipedia e la skill [humanizer](https://github.com/blader/humanizer). Per l'italiano attingono anche alla guida [scrittura-italiana](https://github.com/hypnosdesign/claude-skill-scrittura-italiana) di hypnosdesign (licenza CC BY-SA 4.0).

Licenza. Questo prompt di [Minnovo](https://www.minnovo.it) è distribuito con la stessa licenza, [CC BY-SA 4.0](https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it).

Felice NittiCEO & co-founder di Minnovo

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