Pubblicità con l’intelligenza artificiale: cosa resta a te

Cosa fanno davvero AI Max, Performance Max e Advantage+, come preparare tracciamento e creatività e quali regole valgono per gli annunci fatti con l’AI.

Minuto Innovativo

In un minuto

  1. Come funziona l’AI nelle campagne pubblicitarie? Ogni volta che qualcuno cerca qualcosa o scorre un feed, la piattaforma mette all’asta lo spazio pubblicitario.
  2. Cosa fa l’AI dentro Google, Meta, LinkedIn e TikTok? AI Max per le campagne sulla rete di ricerca è un insieme di funzioni dentro una normale campagna di ricerca, attivo di serie in quelle nuove.
  3. Come creare una pubblicità con l’intelligenza artificiale fuori dalle piattaforme. Il lavoro che viene prima, cioè capire a chi parli e cosa dirgli, lo fai bene con un assistente come ChatGPT, Claude o Gemini.

Sì, oggi puoi fare pubblicità con l’intelligenza artificiale. Anzi, se hai creato da poco una campagna su Google o su Meta, l’AI lavora già per te, perché è accesa di serie. Decide a chi mostrare l’annuncio e quanto offrire all’asta, e ti aiuta a scrivere i testi e a creare immagini e video.

Funziona come un navigatore. Trova la strada più veloce verso la destinazione che gli dai, e se l’indirizzo è sbagliato ti ci porta lo stesso, in fretta. A te restano l’obiettivo, i dati giusti, il controllo su cosa dice il tuo brand e la sorveglianza del budget.

Capitolo 1 di 9: Come funziona l’AI nelle campagne pubblicitarie?

Ogni volta che qualcuno cerca qualcosa o scorre un feed, la piattaforma mette all’asta lo spazio pubblicitario. In quell’istante l’AI stima quanto è probabile che proprio quella persona compri o ti contatti, e offre di conseguenza.

Google lo chiama offerte al momento dell’asta, e nel calcolo entrano segnali come dispositivo, posizione, ora e liste di remarketing. Lo stesso vale per i testi. Negli annunci adattabili della rete di ricerca carichi fino a 15 titoli e 4 descrizioni, e Google prova le combinazioni finché capisce quali funzionano meglio.

L’AI ottimizza per quello che le chiedi di misurare. Se l’obiettivo sono i clic, ti porta clic. Se le passi le vendite vere, cerca chi compra. E le serve tempo. Su Meta un gruppo di inserzioni esce dalla fase di apprendimento di solito dopo circa 50 risultati in una settimana, mentre per Smart Bidding Google indica 7-14 giorni.

Capitolo 2 di 9: Cosa fa l’AI dentro Google, Meta, LinkedIn e TikTok?

AI Max, Performance Max e Demand Gen su Google Ads

AI Max per le campagne sulla rete di ricerca è un insieme di funzioni dentro una normale campagna di ricerca, attivo di serie in quelle nuove. Allarga le ricerche oltre le tue parole chiave, scrive titoli e descrizioni partendo dal tuo sito e può mandare le persone sulla pagina più adatta.

Lo guidi con inclusioni ed esclusioni di brand, esclusioni di URL, località di interesse e linee guida per il testo (in beta). I testi generati puoi solo tenerli o toglierli. Secondo la guida di Google, poi, AI Max ha bisogno di offerte basate sulle conversioni e non rende se la campagna è limitata dal budget.

Performance Max è un tipo di campagna che compra da sola spazi su tutto l’inventario di Google, dalla ricerca a YouTube, da Gmail a Maps. Tu dai obiettivi, testi, immagini e video, e l’AI decide dove mostrarli e in quale combinazione.

Per tenerla a bada ci sono esclusioni dei brand, parole chiave e posizionamenti esclusi e il report sul rendimento per canale. Demand Gen serve invece a raggiungere chi non ti cerca ancora, su YouTube, Gmail, Feed personalizzato e Rete Display, dove ora confluiscono le campagne Display.

Sotto a tutto questo lavorano le offerte Smart Bidding, come CPA target e ROAS target. Per le creatività c’è Asset Studio, nel menu Strumenti, che genera e ritocca immagini, monta video e aggiunge la voce fuori campo.

Cos’è Advantage+ di Meta?

Advantage+ è il nome delle automazioni di Meta. Nelle campagne con obiettivo Vendite, Promozione dell’app e Contatti l’AI gestisce insieme pubblico, posizionamenti e budget, e per la maggior parte delle campagne questa è ormai la configurazione di partenza. Se restringi troppo, Gestione inserzioni ti mostra «Advantage+ non attivo».

Con il pubblico Advantage+ fissi tu i paletti (luoghi, età minima, lingue, pubblici da escludere) e il resto diventa un suggerimento che l’AI può superare. Le creatività Advantage+ adattano le inserzioni a chi le guarda, con miglioramenti di AI generativa che vanno dai testi alle immagini, dalle animazioni alla musica.

Alcuni sono attivi di serie e si spengono uno per uno. Meta avverte che in alcuni Paesi e settori le funzioni generative possono arrivare più tardi.

LinkedIn e TikTok

Su LinkedIn, in Gestione campagne, Crea bozza con l’IA scrive testo, titolo e immagine dell’annuncio. Il targeting automatico cerca i potenziali clienti e le audience predittive partono dai tuoi dati, che devono contare almeno 300 membri.

Se colleghi l’API di conversione puoi ottimizzare per i lead qualificati. Le campagne Accelerate, la vecchia formula tutta automatica, non si creano più e le loro funzioni sono passate nelle campagne classiche.

Su TikTok le campagne Smart+ automatizzano pubblico, budget, posizionamenti e combinazioni creative. La versione aggiornata ti fa scegliere quanto lasciare all’AI, anche se TikTok avverte che non è ancora disponibile per tutti.

Symphony Creative Studio è gratuito e trasforma un prodotto o un URL in video, anche con avatar digitali e doppiaggio in altre lingue. Dei suoi strumenti principali, solo la generazione di video consuma crediti settimanali.

CanaleCosa fa l’AICosa resta a te
Google AdsSceglie ricerche, offerte, pagine e testiConversioni da misurare ed esclusioni
MetaTrova il pubblico e crea varianti delle creativitàPaletti sul pubblico e miglioramenti da spegnere
LinkedInScrive bozze e allarga il targetPubblico professionale e lead qualificati dal CRM
TikTokAutomatizza le campagne e genera videoQuanta automazione e l’etichetta AI

Capitolo 3 di 9: Come creare una pubblicità con l’intelligenza artificiale fuori dalle piattaforme

Il lavoro che viene prima, cioè capire a chi parli e cosa dirgli, lo fai bene con un assistente come ChatGPT, Claude o Gemini.

  • Concorrenti. Nella Libreria inserzioni di Meta, nel Centro per la trasparenza pubblicitaria di Google e nella Libreria annunci di LinkedIn vedi gli annunci degli altri. Copiali nell’assistente e chiedi quali promesse fanno e quali dubbi lasciano senza risposta.
  • Pubblico. Dai all’AI recensioni e domande dei clienti, senza nomi né dati personali, e falle raggruppare bisogni e parole ricorrenti, che sono ottimi spunti per i titoli.
  • Testi. Chiedi varianti già nei limiti di ogni formato e poi conta i caratteri con un contatore. Per la struttura aiuta il metodo AIDA.
  • Immagini e video. Usa i generatori delle piattaforme, di ChatGPT o di Gemini per sfondi e ambientazioni. Il prodotto deve restare quello vero.
  • Analisi. Esporta il report e chiedi all’AI cosa è cambiato rispetto alla settimana prima. Con un team tecnico puoi anche usare il server MCP ufficiale di Google Ads, che fa leggere a un assistente i dati del tuo account (cos’è un MCP lo spieghiamo qui).

Capitolo 4 di 9: Come preparare una campagna in cui l’AI lavora bene

1. Un obiettivo solo, misurato dal primo giorno

Scegli l’azione che conta, cioè una vendita, una richiesta o un appuntamento. In Google Ads impostala come azione di conversione principale e, se puoi, dalle un valore. Visite e clic sul telefono tienili come azioni secondarie, perché l’AI insegue quello che le dai.

Se prima della vendita c’è un modulo, rimanda alle piattaforme dal CRM quali contatti sono diventati clienti. Google lo fa con le conversioni avanzate per i lead, Meta con l’API Conversions, LinkedIn con l’API di conversione. Così l’AI impara la differenza tra un contatto e un cliente.

2. Il tracciamento, prima di spendere

Metti sul sito il tag di ogni piattaforma (tag Google, Pixel di Meta, Insight Tag di LinkedIn, Pixel di TikTok). Affiancagli l’invio dei dati dal server, che Meta descrive come più affidabile e TikTok consiglia insieme al Pixel con la sua Events API.

In Europa serve anche il consenso. Il Garante per la privacy chiarisce che gli strumenti di tracciamento non tecnici partono solo dopo il consenso. Google, a sua volta, chiede di trasmettergli le scelte degli utenti con la modalità di consenso v2.

Con una piattaforma per il consenso (CMP) certificata da Google basta attivare l’opzione nel banner. Se il banner l’hai fatto tu, lo stato predefinito va scritto prima del tag, come nella documentazione di Google:

<script>
  window.dataLayer = window.dataLayer || [];
  function gtag(){dataLayer.push(arguments);}

  // Prima che l'utente scelga, tutto negato
  gtag('consent', 'default', {
    'ad_storage': 'denied',
    'ad_user_data': 'denied',
    'ad_personalization': 'denied',
    'analytics_storage': 'denied'
  });
</script>
<!-- Qui il tag Google (gtag.js) o Google Tag Manager -->

<script>
  // Da chiamare quando l'utente clicca "Accetta tutto" nel banner
  function allConsentGranted() {
    gtag('consent', 'update', {
      'ad_user_data': 'granted',
      'ad_personalization': 'granted',
      'ad_storage': 'granted',
      'analytics_storage': 'granted'
    });
  }
</script>

Poi attiva le conversioni avanzate, che mandano a Google i dati lasciati dal cliente (per esempio l’email) trasformati con un hash SHA256. Infine controlla nella diagnostica di Google Ads e in Gestione eventi di Meta che i dati arrivino, e che Pixel e server non contino due volte lo stesso evento.

3. Gli asset che l’AI combinerà

Più materiale buono dai, più combinazioni l’AI può provare. Per Performance Max le specifiche di Google prevedono:

  • fino a 15 titoli da 30 caratteri, più 5 titoli lunghi e 5 descrizioni da 90;
  • fino a 20 immagini, con orizzontali (1,91:1) e quadrate (1:1) obbligatorie, più un logo quadrato;
  • video da almeno 10 secondi in orizzontale, quadrato e verticale, altrimenti Google può generarli da solo con i tuoi asset.

Per il feed di Facebook la Guida alle inserzioni di Meta consiglia immagini 4:5 e un testo principale tra 50 e 150 caratteri. Su TikTok il formato consigliato è il verticale 9:16.

4. Le esclusioni

L’AI tende ad allargare, quindi le esclusioni sono il tuo freno. Prima del lancio prepara:

  • le parole chiave escluse, cioè le ricerche che non vuoi pagare (per esempio «gratis» o «lavora con noi»);
  • le esclusioni di brand e di URL, per stare lontano dalle ricerche di altri marchi e da pagine come privacy o prodotti esauriti;
  • su Meta, i pubblici da escludere (per esempio i clienti attuali, se cerchi clienti nuovi) e i controlli dell’account per età minima e Paesi in cui non vendi.

5. Il brief creativo

Senza vincoli l’AI scrive testi che andrebbero bene per qualunque azienda, e il brief serve a darle quelli giusti. Incolla questo prompt in ChatGPT, Claude o Gemini e compila le parti tra parentesi quadre.

Sei un copywriter pubblicitario. Scrivi in italiano, con un tono [tono del brand, per esempio diretto e concreto].

PRODOTTO: [cosa vendi, in una frase]
PER CHI: [cliente tipo e problema che ha]
PROVE: [dati veri: recensioni, anni di attività, garanzie]
OFFERTA: [prezzo, sconto o prova gratuita, con le condizioni]
OBIETTIVO: [vendita, richiesta di preventivo o appuntamento]
DA NON DIRE: [parole vietate, promesse che non puoi mantenere, nomi dei concorrenti]

Scrivi:
1. 15 titoli per Google Ads di massimo 30 caratteri, spazi compresi
2. 4 descrizioni per Google Ads di massimo 90 caratteri
3. 5 testi principali per Meta tra 50 e 150 caratteri, ognuno con un angolo diverso (problema, beneficio, prova, offerta, obiezione)
4. 3 idee di immagine o video in formato 4:5 o 9:16 che mostrino il prodotto vero

Regole:
- usa solo le informazioni che ti ho dato, niente numeri o promesse inventate
- niente superlativi che non posso dimostrare ("il migliore", "il numero uno")
- accanto a ogni testo scrivi quanti caratteri ha
- alla fine elenca le affermazioni che richiedono una prova

Quello che esce è una bozza. Rileggila con chi parla ogni giorno con i clienti e togli le promesse che non puoi provare. Se usi Claude, Anthropic ha anche un plugin ufficiale di marketing con comandi pronti per il piano di campagna (/campaign-plan) e per il report dei risultati (/performance-report). In Claude Code si installa così:

/plugin marketplace add anthropics/knowledge-work-plugins
/plugin install marketing@knowledge-work-plugins

Come trasformare il tuo brief in una skill che il team riusa lo spieghiamo nell’articolo sulle skill di Claude.

6. Più versioni a confronto

Cambia una cosa alla volta. In Google Ads gli esperimenti personalizzati dividono traffico e budget tra campagna originale e variante. Per AI Max, agli account idonei Google propone anche un esperimento con un clic che divide il traffico a metà.

Su Meta i test A/B mostrano ogni versione a una parte diversa del pubblico, e Meta sconsiglia i test fatti a mano, con campagne accese e spente a turno. Prima di giudicare, aspetta che finisca la fase di apprendimento.

7. Il controllo settimanale della spesa

Il budget che dai all’AI va sorvegliato da una persona. In Google Ads la spesa di un giorno può arrivare al doppio del budget giornaliero medio, ma nel mese non supera quel budget moltiplicato per 30,4. Su Meta puoi fissare un limite di spesa per l’account o per la campagna, e quando lo raggiungi le inserzioni si fermano. Una volta a settimana guarda almeno questi report:

  • i termini di ricerca, dove AI Max compare come tipo di corrispondenza a sé;
  • gli asset e le pagine scelte dall’AI, per togliere quello che non ti rappresenta;
  • il costo per risultato, confrontato con l’obiettivo che avevi fissato.

Capitolo 5 di 9: Casi d’uso per una PMI

  • Commerciale. Lead generation su LinkedIn ottimizzata per i lead qualificati, con il CRM che segnala alle piattaforme chi è diventato cliente.
  • E-commerce. Performance Max con il feed di Merchant Center e le inserzioni del catalogo Advantage+, che scelgono quali prodotti mostrare a chi.
  • Attività locale. Performance Max con l’obiettivo «Promozioni e visite ai negozi locali» e, su Meta, i luoghi fissati come paletto.
  • Amministrazione. Un riepilogo settimanale scritto con l’AI dai dati esportati, che dice quanto hai speso e quanto ti è costato ogni cliente nuovo.

Capitolo 6 di 9: Come lavoriamo noi in Minnovo

Facciamo campagne su Meta, Google, LinkedIn e TikTok. Prima di spendere un euro fissiamo un obiettivo solo (vendite, richieste o appuntamenti) e lo misuriamo dal primo giorno. Sistemiamo il tracciamento prima del lancio e partiamo con più versioni a confronto. Ogni settimana spostiamo il budget sugli annunci che rendono, scriviamo il motivo e mandiamo il report.

Con l’AI vale la nostra regola di sempre. L’AI prepara, una persona controlla e decide, a maggior ragione quando c’è di mezzo il budget.

Capitolo 7 di 9: Quali regole valgono per gli annunci fatti con l’AI?

Cosa dice l’AI Act

Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dell’AI Act, e l’Omnibus digitale sull’IA non li ha rinviati (ha dato solo qualche mese in più ai fornitori).

Chi fornisce lo strumento, come OpenAI o Google, deve marcare i contenuti generati in un formato leggibile dalle macchine. Chi lo usa per lavoro, quindi anche tu, deve dichiarare i deep fake, cioè immagini, audio o video che somigliano a persone, oggetti, luoghi o eventi reali e potrebbero sembrare autentici.

Per le opere chiaramente creative o di fantasia basta una segnalazione che non le rovini. Nel dubbio, etichetta. La Commissione europea ha pubblicato un codice di buone pratiche volontario e delle icone ufficiali gratuite per farlo.

Le etichette delle piattaforme

Google Ads ha un’impostazione etichetta AI, e per le campagne rivolte all’Unione europea gli annunci con asset dichiarati come fatti con l’AI mostrano un’etichetta visibile. Su immagini e video generati nei suoi strumenti Google mette anche una filigrana invisibile (SynthID) e i metadati C2PA.

Meta applica da sola l’indicazione «Informazioni IA» quando usi i suoi strumenti generativi per creare o modificare a fondo un’immagine o un video. La applica anche quando riconosce dai metadati C2PA i contenuti fatti con strumenti esterni. TikTok rende obbligatoria la dichiarazione per immagini, video o audio generati o modificati in modo significativo con l’AI.

Pubblicità ingannevole

Un annuncio fatto con l’AI segue le regole di tutti gli altri. L’AGCM interviene su pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette, con sanzioni fino a €10 mln.

Il prodotto nelle immagini deve essere quello che spedisci, e ogni prezzo o recensione citata deve essere vera. Google stessa chiede di controllare, prima di pubblicarli, che gli asset generati siano accurati e non fuorvianti.

Immagini, voci e diritto d’autore

Non usare il volto o la voce di una persona reale senza il suo consenso. La legge 132/2025 ha introdotto il reato di illecita diffusione di contenuti generati o alterati con l’AI (articolo 612-quater del codice penale).

Se la diffusione avviene senza consenso e causa un danno ingiusto, la pena va da uno a cinque anni di reclusione. La stessa legge tutela con il diritto d’autore le opere dell’ingegno umano create anche con l’aiuto dell’AI, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell’autore. Un’immagine ottenuta solo con un prompt, quindi, potrebbe non essere protetta.

Privacy e controllo del brand

Non incollare nei chatbot liste di clienti, email o telefoni, perché per le analisi bastano i dati aggregati. Prima di caricare elenchi di clienti sulle piattaforme, verifica con chi segue la privacy che quell’uso sia coperto da informativa e consenso.

Per proteggere il brand usa linee guida per il testo ed esclusioni su Google, e su Meta spegni i miglioramenti che non ti convincono.

Capitolo 8 di 9: Errori comuni da evitare

  • Ottimizzare per clic o visite. L’AI ti porta esattamente quello, anche quando non vendi niente.
  • Partire senza tracciamento né consenso. In Europa perdi dati proprio all’inizio, quando l’AI ne ha più bisogno.
  • Accettare tutte le impostazioni predefinite. AI Max, alcuni miglioramenti Advantage+ e i video che Google genera se non carichi i tuoi partono da soli, quindi guardali uno per uno.
  • Cambiare tutto ogni giorno. Ogni modifica importante rimette la campagna in fase di apprendimento.
  • Un budget troppo piccolo per l’obiettivo. Con pochi risultati Meta segnala «Apprendimento limitato», e AI Max non rende se la campagna è limitata dal budget.
  • Scambiare un punteggio per un risultato. Meta stessa avverte che il suo punteggio opportunità non garantisce le prestazioni.

Se preferisci che le campagne le seguiamo noi, con un obiettivo chiaro e un report ogni settimana, trovi come lavoriamo nel servizio di advertising. La prima call è gratuita e lì guardiamo insieme campagne, sito e dati.

Capitolo 9 di 9: Domande frequenti

Si può creare una pubblicità con l’intelligenza artificiale gratis?

In parte sì. Google presenta i suoi strumenti di AI generativa come tecnologie senza costi e Symphony Creative Studio di TikTok è gratuito, anche se i video generati consumano crediti settimanali. Quello che paghi sono gli annunci.

L’AI sostituisce chi gestisce le campagne?

Sostituisce una parte del lavoro manuale, come offerte e combinazioni. A una persona restano l’obiettivo, i dati da misurare, le esclusioni, i messaggi del brand e la sorveglianza del budget. Senza queste scelte l’AI rischia di ottimizzare verso il bersaglio sbagliato.

Devo dichiarare che un annuncio è fatto con l’AI?

Se mostra persone, luoghi o eventi che sembrano veri e non lo sono, sì, perché l’AI Act lo chiede a chi usa questi strumenti. Per il resto valgono le regole delle piattaforme, e TikTok chiede la dichiarazione per ogni contenuto generato o modificato in modo significativo. Nel dubbio, dichiaralo.

Quanto budget serve perché l’AI impari?

Dipende da quanto ti costa un risultato. Meta indica circa 50 risultati a settimana per uscire dalla fase di apprendimento, quindi se un contatto ti costa €20 servono circa €1.000 a settimana per gruppo di inserzioni. Se non ci arrivi, unisci i gruppi di inserzioni simili invece di dividerli.

Felice NittiCEO & co-founder di Minnovo

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