Come viaggiare in quarantena? Grazie al VR si può!



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Mi piace molto viaggiare e conoscere posti nuovi e gente nuova, perché sono convinto che viaggiando arricchisci te stesso e la tua visione del mondo.

Ho sempre viaggiato fin da piccolo, ma la mia prima vera esperienza è stata quella fatta in Erasmus in Portogallo nel 2016. Poi, completata la triennale in Economia Aziendale alla Seconda Università degli Studi di Napoli, ho sentito la necessità di cambiamento. Infatti, superati i test di accesso al corso di laurea in Management dell’innovazione in “Statale”, mi sono trasferito a Milano. Però anche qui non mi sono fermato, mettendomi alla prova in un nuovo viaggio. Così armato di buona volontà, esattamente un anno fa sono partito alla volta di Strasburgo, dove ho trascorso tre mesi di ricerca tesi presso l’International Space University. Ed ora, sulla scia dell’emozioni provate nell’ultimo viaggio in Giordania, quest’estate sarei dovuto andare con i miei coinquilini in Indonesia per un viaggio mozzafiato, ma per il momento è solo rimandato.

Come si può evincere da questa mia breve descrizione, ho sempre avuto la passione di viaggiare e, anche se oggi sono confinato nelle quattro mura della mia cameretta, non riesco a non pensare al viaggio. Così, oltre ad aver già prenotato un volo per ottobre a Tel Aviv, sfruttando gli sconti di Easyjet, ho rovistato in un vecchio cassetto che non aprivo da tempo ed ho ritrovato un visore VR, uno di quelli in plastica in cui inserisci il cellulare e con una fascia elastica lo fissi in testa. L’ultima volta che l’ho provato, possedevo un iPhone 6 e mi ricordo che l’entusiasmo dell’acquisto fu subito smorzato da una profonda delusione data dalla scarsa qualità d’immersione in una realtà aumentata.

Oggi invece, applicandolo al mio nuovo iPhone 11 insieme alle AirPods Pro riesco ad avere una buona qualità video grazie allo schermo OLED del cellulare e riesco anche ad aumentare l’effetto di immersione per mezzo della cancellazione attiva del rumore delle cuffiette e delle luci intelligenti della Philips che creano un’atmosfera adattiva in base allo scenario osservato. Ed è subito wow! Mi sono ricreduto su quella tecnologia economica e che velocemente è finita in un cassetto, ricoperta dalla polvere del tempo, perché ora, anche se con un po’ di fantasia, sì che sentirmi uno spettatore in un posto nuovo e lontano da dove fisicamente mi trovo.

Durante questa lunga quarantena non mi sono perso d’animo, ma soprattutto grazie al mio vecchio VR non ho mai smesso di sognare guardando le stelle per trovare desideri e viaggi da realizzare in futuro, ed ho imparato ancora una volta che volere è potere: se vuoi viaggiare, lo puoi fare anche seduto sul divano di casa tua.

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