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Quando nel 2008 venne lanciata Spotify, il mercato della musica era destinato a cambiare per sempre.
Da quel momento si sono accantonati CD e vinili e l’attenzione del pubblico si è diretta verso la fruizione di una musica che sembrava non avere limiti. Con appena 5/10 euro al mese era possibile ascoltare tutta la musica che solamente fino a pochi anni prima era faticosamente reperibile in CD, scaricabile su internet o condivisa tramite bluetooth.

Questa rivoluzione portata da Spotify non è certo passata inosservata. Presto sono arrivati sul mercato musicale servizi simili che apportano un contenuto analogo a quello dell’azienda svedese come Apple Music o Deezer. Nel 2014, però, con il lancio di Tidal, l’azienda norvegese Aspiro, ha deciso di portare il mercato dello streaming musicale ad un altro livello. Con la possibilità di scegliere tra 2 piani di abbonamento diversi in cui cambiano rispettivamente prezzo e qualità, il servizio streaming di Tidal propone un’offerta che nel mercato attuale non è reperibile neppure con Spotify.

Con la scelta del piano Hi-Fi, in cui la qualità è nettamente superiore alla concorrenza, il servizio attualmente in mano a Jzay, è in grado di proporre una qualità pari a quella dei vecchi CD audio con alte performance. Esiste anche un’opzione più economica rappresentata dal piano premium, che è della stessa qualità di quella offerta da Spotify. L’alto prezzo richiesto per il servizio (€19.99 al mese per il piano Hi-Fi) pone però Tidal in una fetta di mercato più ristretta rispetto a Spotify, in quanto non sono tanti gli audiofili disposti a pagare un sovrapprezzo per la “stessa” musica disponibile su altre piattaforme gratuite. Inoltre, uno dei problemi maggiori è che per godersi a pieno l’esperienza e le frequenze così alte, è consigliabile e quasi necessario l’utilizzo di cuffie di una qualità superiore a quello dei normali auricolari; insomma Tidal è un servizio per intenditori.

Questo asso nella manica è però un attributo di notevole importanza anche se si considerano le mosse future che la piattaforma potrebbe considerare. In effetti, un abbassamento del prezzo tramite offerte speciali, come ad esempio Spotify gratuito, potrebbe completamente capovolgere le gerarchie del mercato della musica in streming.

Un altro elemento che pone Tidal in risalto rispetto a Spotify è la presenza di video musicali nei loro servizi online. Questo tipo di contenuto permette anche un posizionamento diverso dell’azienda di Jay-Z, che avendo la possibilità di mostrare i video, si pone come giusto compromesso tra la tipologia di musica che si può trovare su Youtube, in cui l’audio è accompagnato da una componete video, in cui è quindi necessario fornire una trama che supporti la canzone, e Spotify che permette a tutti la fruizione di musica ovunque, senza bisogno di una connessione potente.

In conclusione, Tidal possiede davvero tutti gli attributi per diventare il vero rivale di Spotify; nonostante ciò saranno necessari dei cambiamenti nella propria offerta per attrarre una grande fetta di mercato adesso fedele a Spotify. Ad esempio, un piano gratuito sarebbe ideale per attrarre gli utenti che non si possono permettere i costi di un piano premium. Questo oltre ad aumentare le entrate tramite le pubblicità, può dare una nuova luce e una maggiore esposizione alla piattaforma che guadagnerebbe notevolmente in popolarità anche tra i più giovani, che sono di fatto una grande fetta di mercato dello streaming musicale.

Tabella di confronto tra i 2 players:

Articolo in collaborazione con gli amici di Suitup!!
Andate a dare un’occhiata al loro blog!
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