Throwback 2017 – Ripercorriamo insieme 5 grandi flop tecnologici dell’anno

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Oggi vi  proponiamo una lista dei più grandi flop tecnologici che hanno caratterizzato il 2017, accuratamente selezionati in rapporto all’entità economica e sociale dei danni causati e alla portata delle aziende (colossi, per lo più) coinvolte, e lo facciamo per lasciarvi un messaggio che speriamo possa accompagnarvi non solo per il prossimo anno, bensì per la vostra carriera… perché, come disse Soichiro Honda, fondatore e presidente dell’omonima casa automobilistica e motociclistica:

Il successo è al 99% fatto di fallimenti

5. All’ultimo posto della nostra classifica abbiamo Ektra, l’idea con cui Kodak decide di lanciarsi (forse con poca consapevolezza) nel mercato degli smartphone, proponendo un prodotto diverso nella forma ma non nella sostanza, con l’intento di voler essere il protagonista di questo nuovo mercato per l’azienda partendo dall’assunto che le fotocamere sono un must per i nuovi telefoni, specie per quelli di fascia medio-alta; dunque, quale opportunità migliore per un’azienda che ha fatto della fotografia la sua fortuna?! In realtà, Ektra non è ultra sottile, non ha cornici ridotte, non ha un’interfaccia personalizzata e non punta ad essere il più bello di tutti. Kodak ha inoltre puntato sull’esclusività del prodotto, caratteristica che non si evince affatto della scelta dei materiali e nelle forme. Infine, la sua anima di “cameraphone” (che avrebbe potuto e necessariamente dovuto coprire tutte le “pecche” tecnologiche ed estetiche), di fatto, non riesce ad esserlo e vanta potenzialità di gran lunga ridotte.

4. Al quarto posto troviamo Tango, il progetto di Google avente lo scopo di rendere la realtà aumentata alla portata di tutti. In particolare, il progetto partito nel 2014 vedeva Google impegnata nella collaborazione con produttori scelti, al fine di realizzare una serie di smartphone con sensori speciali. All’inizio, la suddetta tecnologia è stata applicata a due soli smartphone di fascia media (il Lenovo Phab 2 Pro e l’Asus Zenfone AR) e, col tempo, sarebbe stata migliorata per poi essere adattata a smartphone di altre fasce di prezzo.  Qualcosa però è andato storto in itinere e la simultanea uscita dell’Apple ARKit, sistema molto più snello in grado di fornire la stessa tecnologia sfruttando però le sole due fotocamere degli iPhone, non ha semplificato i giochi al colosso della rete che ha annunciato, così, la chiusura del progetto nel 2018.

3. Il primo gradino del podio è occupato dagli Snapchat Spectacles: occhiali prodotti da Snapchat, social in voga tra i giovanissimi, con l’intento di permettere all’utente d’immortalare istantaneamente momenti della sua quotidianità, consentendogli di viverli e condividerli (grazie alla connessione wireless con il social) allo stesso tempo. Peccato che il prezzo non abbia affatto riflesso quelle che sono le caratteristiche tecniche ed il prodotto non è mai stato percepito dall’utente come ciò che l’azienda aveva effettivamente promesso (anzi, le centinaia di migliaia di teenagers che li attendevano frementi sono rimasti non poco delusi). Risultato? Una perdita di 40 milioni di dollari da attribuire alle apparecchiature prodotte e rimaste invendute, stando a quello che pochi giorno fa è stato dichiarato dalla compagnia stessa.

2. Al secondo posto della nostra classifica c’è Twitter. L’uccellino dal cinguettio social ha provato a percorrere numerose strade e ha azzardato numerosi aggiornamenti tecnologici (anche e addirittura in contraddizione con l’anima social dello stesso, quale l’ampliamento a 280 caratteri dello spazio disponibile per i tweet, ancora e purtroppo senza la possibilità di modificarli) con l’intento di aumentare la soddisfazione dei propri utenti e allo stesso tempo per attirarne di nuovi, ma con scarso successo. Come se non bastasse, manca ancora un vero e proprio controllo sugli account che inneggiano all’odio ed un’effettiva tutela per gli utenti che non vogliono venire a contatto con fake news e, tantomeno, con contenuti indesiderati.

1. Al primo posto, collegandoci proprio al punto precedente e per il team di #M1nn, il più grande fallimento del 2017 è rappresentato dalle mancate tutele per gli utenti dalle c.d. fake news. Purtroppo, proprio grazie alle tecnologie abilitanti ed allo straordinario bacino di utenza che internet vanta, le notizie diffuse in rete non sono più messe in discussione in base alla fonte da cui provengono, né attraverso ricerche e/o conoscenza personale pregressa . Troppo spesso si pensa sia vero tutto ciò che troviamo nei motori di ricerca e si tende a non fare una cernita; creando, o addirittura confermando, convinzioni errate nella mente degli utenti. Il 2017 è l’anno della consapevolezza, la maggior parte degli utenti, anche ai vertici della società, ha appurato che le notizie false possono generare conseguenze importanti nella vita delle persone ed avere risvolti sociali e politici spesso non più trascurabili (l’esempio cardine è rappresentato dalle elezioni presidenziali americane…) .

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