SPINE – la bici che ti ricarica il (virtual) wallet



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Quattro trentacinquenni milanesi, Pietro Valaguzza, Gabriele Pizzuti, Ilaria Bartolo ed Alessandra D’Ettore, hanno ideato – soprattutto grazie alla loro formazione in low carbon economy ed al loro interesse per le fonti d’energia rinnovabiliSpine, una bici elettrica in grado di premiare chi percorre piĂą chilometri ed incentivare il bike sharing tra privati.

La bici è collegata, grazie al sistema Bluetooth, alla sua app che rileva quando l’utente pedala ed il numero di chilometri che percorre.

Il primo intento di Spine è quello di favorire il bike sharing tra privati; ciò grazie ad un lucchetto intelligente, gestito dallo Smartphone (attraverso l’omonima app) e condivisibile. Il secondo obiettivo della Startup è quello di permettere all’utente di monetizzare, evitando così l’inutilizzo della bici.

Come?

L’app ha un suo virtual wallet che permette l’accumulo di una moneta virtuale, gli Spin-coin; ogni chilometro percorso concede l’accredito di uno Spin-coin (l’equivalente di 50 cent. di euro). L’unica pecca è quella di non poter tramutarli in moneta reale e la sola possibilitĂ  di spenderli per l’acquisto di abbigliamento, oggetti ed accessori dei marchi convenzionati, tutti ecosostenibili (da poter reperire solo presso gli Spine store).

Le prime bici sono già in commercio ed il loro prezzo si aggira tra i 1700 ed i 2000 euro; investimento non irrisorio che potrebbe, però, tranquillamente rientrare e addirittura rendere, se si stima un utilizzo costante e tanta condivisione.

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