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Nasce in Sardegna nel 2010 nel bel mezzo della crisi finanziaria. Nasce con l’intento di favorire il commercio tra le aziende locali, permettendo loro l’accesso al credito che le banche non riuscivano più a erogare. Così nasce Sardex, una moneta locale che si affida alla tecnologia, ma in una maniera che va decisamente controtendenza.

Ma in che modo Sardex è una moneta locale? Prima di tutto non è una moneta virtuale in stile Bitcoin. Non è neanche un’alternativa all’euro. Una buona moneta locale si caratterizza per essere complementare a quella ufficiale, in questo caso l’euro, e per essere fortemente legata al territorio. Tecnicamente le monete locali sono caratterizzate da un ancoraggio, in genere con un rapporto uno a uno, con la moneta ufficiale. Sono ad accettazione volontaria, cioè a fronte di un proprio credito in euro si può sempre rifiutare di essere pagati con esse.

Inoltre Sardex si caratterizza per essere basata su una compensazione multilaterale. Questo significa un sistema di scambio di debiti e crediti interno a un circuito di aziende. Quindi un attivo in Sardex può essere usato solo per acquistare beni o servizi all’interno del circuito. Gli attivi non sono remunerati, quindi non ha senso volerli accumulare oltre le proprie esigenze di cassa. Fondamentale è il fatto che ogni ente può acquistare prima di aver venduto, accumulando così un debito che ripaga successivamente vendendo i prodotti. Il debito è con una cassa di compensazione centrale e non con la singola azienda. Questa possibilità di “triangolare” e di “differire” il pagamento dei debiti commerciali è la ragion d’essere di un sistema di compensazione. In pratica l’impresa A che ha ricevuto Sardex dall’impresa B può immediatamente spenderli presso l’impresa C che a sua volta può fare la stessa cosa con B. Nessuna di queste aziende riceverà denaro effettivamente, ma ciascuna vedrà crediti e debiti in Sardex, che avranno somma zero presso la camera di compensazione centrale.

Dal 2010 Sardex ha fatto passi da gigante, venendo citata da numerose prestigiose riviste, tra cui Financial Times, che lo definisce “The Sardex Factor”, arrivando nel 2016 a diventare SpA con un poderoso aumento di capitale da 3 milioni. Al 2019 conta 4mila aziende iscritte in Sardegna e il modello Sardex è stato esportato in ben 12 regioni.