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Nel XXI secolo, il cambiamento climatico, la gestione delle risorse energetiche, la riduzione di emissioni di CO2, la popolazione crescente nelle città, sono questioni centrali su cui si stanno basando le principali strategie e politiche di governo. Questi fattori possono spingerci a cercare di capire meglio cos’è una Smart City.

Dinanzi a tale scenario può rappresentare un problema lo sfruttamento delle risorse. Uno sfruttamento efficiente ed ottimale delle nostre risorse energetiche, idriche e minerarie potrebbe essere una soluzione al problema. Affinché ciò sia possibile, le più importanti città d’Europa e del mondo hanno iniziato a pensare di implementare soluzioni e tecnologie smart che possono favorire il passaggio da uno sviluppo lineare (ovvero quello sviluppo che sfrutta le risorse in maniera non efficiente) ad uno sviluppo circolare, che cerca di ottenere il massimo minimizzando gli sprechi. La necessità di ottimizzare lo sfruttamento delle risorse e velocizzare i processi, ha fatto nascere l’esigenza di porre enfasi sul concetto di smart city.

Ma quale differenza intercorre tra una normale città ed una smart city?

In primo luogo, bisogna precisare che la riflessione sul concetto di smart city nasce durante gli anni ’90, in concomitanza della liberalizzazione delle telecomunicazioni e la diffusione di internet a tutte le fasce della popolazione.

L’espressione smart city è diventata sinonimo di una città caratterizzata da un uso intelligente ed esteso delle tecnologie digitali. Le città intelligenti sono capaci, infatti, di connettere persone, imprese, informazione e tecnologia (ad esempio, connessioni che permettono di sapere quando arriverà il prossimo autobus o controllare lo stato del traffico) e coloro che vivono o che vivranno in una smart city hanno l’obbligo di accettare il cambiamento, riuscendo ad abbandonare il tipico scetticismo che ancora troppo spesso accompagna l’innovazione. Leader in Europa con il maggior numero di città smart troviamo Regno Unito, Spagna e Italia, mentre a livello mondiale una forte concentrazione di smart city è presente in Asia.

In Italia, le città che si stanno muovendo con convinzione verso la completa tramutazione in “città intelligenti” sono per lo più appartenenti all’area centro-settentrionale del paese.

Secondo l’icity Rank, che è la più autorevole graduatoria stilata per le città italiane, le prime tre posizioni sono occupate, in ordine, da Milano, Firenze e Bologna. Ognuna di queste tre città ha delle caratteristiche differenti che le hanno permesso di affermarsi come smart city, analizziamole in ordine:

1-Milano

Milano è prima in Italia per efficienza e sostenibilità della mobilità, con una fitta rete di trasporti e forti incentivi nell’utilizzo di mezzi non inquinanti e non solo: la sua crescita economica, infatti, con un PIL che, dal 2014 al 2018, è cresciuto del 9,7%;

2-Firenze

Firenze conferma la sua leadership nel turismo, nel lavoro e anche nella mobilità sostenibile;

3-Bologna

Bologna può vantare una buona governance ed uso efficiente delle risorse energetiche. Tutte le nostre città devono vedere nella possibilità di perseguire questi obiettivi un’opportunità per migliorarsi e migliorare la qualità della vita di chi ci vive.

Il legame tra lo sviluppo delle città e l’innovazione tecnologica è destinato a essere sempre più stretto e pertanto la smart city non rappresenta più un’opzione, ma una necessità indifferibile nel mondo attuale ed accettare la sfida smart city può offrire opportunità, mobilitare risorse, individuare nelle nuove generazioni operatori di creatività, innovazione e sviluppo essenziale per il futuro della città.

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