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Il 25 gennaio del 2004, atterrava su Marte il rover Opportunity. In quel momento, nessuno si sarebbe immaginato, che questa missione della Nasa sarebbe diventata storica, rappresentando anche fonte di ispirazione per l’uomo. Sì, può sembrare strano ma si può imparare anche da un robot.

Partiamo dall’inizio

Opportunity faceva parte di una missione della NASA che si prefiggeva come obbiettivo lo studio del suolo marziano per verificare la presenza di acqua. Pochi mesi dopo l’atterraggio di Opportunity, atterò su Marte anche il suo rover gemello, Spirit. I due rover erano progettati per resistere 90 sol marziani (un sol corrisponde a poco più di un giorno terrestre), ma riuscirono entrambi a superare di gran lunga i loro limiti. Le loro batterie erano alimentate da energia solare, ed è proprio questo che li rendeva più vulnerabili rispetto agli altri rover, come Curiosity, le cui batterie si alimentano ad energia nucleare. La preoccupazione era che i pannelli solari venissero ricoperti di sabbia durante una delle tempeste marziane, oscurando cosi i pannelli del rover che non avrebbero più potuto ricaricare le batterie.

Il rover Spirit smise di funzionare nel 2010, dopo 6 anni, decretando anch’esso un successo. Invece il nostro Opportunity riuscì a resistere a molteplici tempeste di sabbia. I suoi panelli vennero più volte oscurati, ma grazie ad alcuni piccoli tornado marziani, chiamati “Dust Evil”, i pannelli vennero ripuliti dalla polvere. Opportunity esplorò il suolo marziano per ben 15 anni, concludendo la sua missione il 10 giugno del 2018, a seguito di una tempesta talmente grande da interessare tutto il pianeta. Fece molte scoperte importanti, trovando persino il primo meteorite caduto su un altro pianeta.

Il rover riuscì a percorrere più di 45 kilometri.

Questa missione, anche se compiuta da un robot, identifica appieno la voglia di conoscenza e di scoperta che l’essere umano ha da sempre. La curiosità, la ricerca fanno parte della nostra natura. Basti pensare ad Ercole che supera i confini del mondo, pronunciando le famose parole scritte da Dante “fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Oppure basti pensare a una bella frase che ci ha lascito uno degli astrofisici più importanti nel mondo:

Io credo che sia nella natura umana oltrepassare i propri limiti. La gravità ci vincola al suolo, eppure ho volato fino in America. Ho perso la mia voce, eppure posso parlare grazie al mio sintetizzatore vocale. Come possiamo oltrepassare i nostri limiti? Con le nostre menti e con le nostre macchine”.

Stephen Hawking

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