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Stando ad uno studio condotto da EY e reso noto in un articolo pubblicato dalla stessa società di consulenza sul suo “The Journal of Financial Perspectives”, è chiaramente emersa l’esigenza delle banche di ri-progettare il proprio modello di business. Va però ottemperata una distinzione. Mentre la crisi del 2007/2008 pare sia stata principalmente avvertita dalle grandi banche d’affari, per lo più coinvolte in attività speculative e d’investimento sui mercati finanziari, il retail banking – la parte complementare dell’attività bancaria, quella caratterizzata dagli operatori tendenzialmente più piccoli che prestano un servizio al grande pubblico – ha dovuto fare i conti, invece, con ben altra causa: il Fintech.

Quella che in italiano prende il nome di “tecnofinanza” può essere descritta in maniera semplicistica come un metodo innovativo di fornitura di servizi finanziari attraverso l’adozione delle più attuali tecnologie dell’informazione (#ICT).

Uno dei migliori esempi di come il business model delle retail banks sia mutato in maniera dirompente (in inglese “disruptive“), facendo soprattutto leva sul Fintech, è offerto dal caso “Revolut“. 

Proprio dalla visione di un ex banchiere di #LehmanBrothers e #Credit Suisse e dalla sua necessità di non perdere soldi nelle conversioni a tassi di cambio irragionevoli nasce Revolut, un’idea rivoluzionaria volta a disincentivare l’intermediazione degli istituti bancari azzerando le commissioni sui prelievi all’estero. 

Attraverso l’utilizzo di una prepagata (circuito Mastercard) sulla quale l’utente può caricare denaro direttamente dal suo conto corrente bancario e/o da altre prepagate, si possono effettuare pagamenti in più di 29 valute convertendo automaticamente i soldi nella divisa locale senza commissioni e ai migliori tassi di cambio.

Revolut punta, quindi, sicuramente sulla trasparenza, ma lo fa con un approccio altamente innovativo grazie all’adozione della tecnologia: la sua app consente infatti, tra le altre cose, di inviare e ricevere soldi in modo istantaneo a tutti gli utenti del servizio, investire in Criptovalute ed in Borsa (attualmente, in circa 300 aziende quotate alla borsa di New York e al Nasdaq, a partire anche solo da un dollaro).