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Neuralink è un’azienda statunitense che si sta occupando di produrre un’interfaccia neurale impiantabile, Link, in sostanza un chip da posizionare nel cervello e in grado di scambiare dati con un computer.

Entriamo nel dettaglio:

L’azienda è stata fondata quattro anni fa da diversi imprenditori, tra cui Elon Musk, fondatore anche di Space Exploration Technologies Corporation e co-fondatore di Tesla, con l’ambizioso obiettivo di sviluppare hardware per affrontare patologie neuronali e creare un canale di comunicazione tra uomo e dispositivi di Intelligenza Artificiale. Secondo il fondatore, infatti, con un tale dispositivo, l’umanità dovrebbe essere in grado di interagire in modo più rapido e più efficiente.

Come è fatto il chip e come viene impiantato:

Può essere paragonato a un «fitbit inserito nel cranio con minuscoli fili», ha spiegato Elon Musk durante la demo presentata il 28 agosto in diretta mondiale. La struttura di questo dispositivo sfrutta 1024 fili molto flessibili e sottili per raccogliere gli impulsi nervosi provenienti dalla corteccia cerebrale e trasformarli in informazioni digitali. Rispetto al dispositivo annunciato nell’estate 2019, che si era detto da posizionare dietro all’orecchio, il design è cambiato, diventando quasi impercettibile: si tratta infatti di un piccolo chip dalle dimensioni di una moneta che va impiantato nella scatola cranica con un intervento che dovrebbe durare meno di un’ora e che, secondo l’azienda, dovrà essere svolto da un chirurgo robot. Il chip in questione si può poi collegare facilmente al proprio cellulare, tramite Wi-Fi e grazie a un’applicazione ad hoc; inoltre, l’azienda aspira a ridurre il prezzo di questa tecnologia nel tempo, rendendola il più accessibile possibile.

Sperimentazione clinica e sviluppi futuri:

Ad oggi non è stata svolta nessuna sperimentazione clinica non avendo ancora ottenuto i permessi dalla Food and Drug Administration (ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), ed è anche per questo che la presentazione dal vivo è stata effettuata su un maiale, chiamato Gertrude, in cui il dispositivo era stato innestato da circa due mesi.  Mano a mano che Gertrude annusava l’ambiente circostante, un display mostrava una serie di grafici ed emetteva dei suoni che indicavano l’attività dei neuroni, decodificata in tempo reale a seconda delle azioni svolte dal maiale.

Uno degli obiettivi futuri è quello di ripristinare alcune funzioni cerebrali in pazienti con lesioni severe del midollo. Con il sistema proposto da Neuralink, l’azienda punta a rendere possibile l’uso del pensiero «per scrivere delle parole, per controllare un computer o un cellulare». Quindi, a detta degli ideatori, il cervello potrebbe superare problemi come il morbo di Alzheimer, gli ictus e altre malattie al pari della perdita della funzione degli arti, dei problemi di vista e udito e della perdita di movimento.

Neuralink , potrebbe avere, però, anche applicazioni che vanno oltre quelle prettamente cliniche; potrebbe, infatti, aiutare a “estendere la portata dell’udito oltre le frequenze e le ampiezze normali” e in generale rendere più potenti i sensi umani; potrebbe permettere anche alle persone di scegliere il proprio stato d’animo in base al livello degli ormoni, questo con lo scopo di combattere le dipendenze e la depressione.

Insomma, questo progetto potrebbe avere delle applicazioni grandiose dal punto di vista medico ma certamente necessità ancora di molto lavoro e chiarezza su tantissimi punti.