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Sono principalmente tre le nuove tecnologie che caratterizzano la New Space sono:

1- Il riutilizzo dei veicoli di lancio o parti di esso.

La nuova corsa allo spazio intrapresa dalle compagnie private ha come fondamentale presupposto quello di riutilizzare i razzi per abbattere i costi di base. Se l’atterraggio è verticale, come avviene per i veicoli spaziali prodotti da SpaceX e Blue Origin, viene riutilizzato l’intero veicolo; invece, se avviene l’atterraggio orizzontale, vengono recuperate solo alcune parti, come avverrà per Ariane 6 prodotta da ArianeGroup. SpaceX sostiene che la riusabilità può aiutare a ridurre i costi di lancio dagli attuali $61 milioni fino a circa $5/7 milioni, questo perché il primo stadio di un razzo arriva a costare $40/50 milioni, rappresentando di gran lunga la parte più esosa del budget di lancio. Inoltre, altri progetti come quello di Virgin Galactic (con SpaceShipTwo) e quella della Sierra Nevada Corporation (con Dream Chaser, sviluppato per la NASA) grazie all’atterraggio orizzontale prevedono l’intero riutilizzo del proprio veicolo.

2- Propulsione elettrica.

Questa nuova tecnologia è destinata a sostituire la propulsione a combustione nello spazio, in quanto, sebbene la spinta generata alla partenza sia ancora poco potente, essa può rimanere costante grazie all’utilizzo dell’energia solare, immagazzinata da appositi pannelli solari posti sulla navicella. Questa sarà utilizzata per far stazionare i satelliti o per riposizionarli su un’altra orbita. In futuro questa tecnologia, quando sarà migliorata, potrà essere anche utilizzata per i viaggi nel deep space.
Inoltre, essa sta diventando economicamente sempre più fattibile e sostenibile al punto che le più grandi industrie di satelliti propongono soluzioni a propulsione parzialmente o completamente elettrica.

3- Assistenza o rifornimento in orbita. 

Sia l’incremento dei voli aerospaziali con diverse finalità tra cui la permanenza prolungata degli umani nello spazio per l’osservazione della Terra e per le ricerche e l’esplorazione dello spazio che la presenza di miriadi di satelliti in orbita comportano la necessità di offrire ad essi alcuni servizi di assistenza, manutenzione o rifornimento. Questi comprendono diverse funzioni come riparare parti deturpate e consumabili, fornire risorse essenziali come propellenti e batterie e migliorare le missioni, fornendo all’occorrenza software o hardware necessari. A tale scopo si prevedono revisioni automatiche o autonome, ma, comunque ancora oggi, a volte è ancora necessario offrire servizi di supporto fisici fruibili solo tramite un attacco universale per gli agganci tra le navicelle, il che è previsto dal primo standard mondiale di attacco, utilizzato sulla ISS, che può agganciarsi a tutti i tipi di navicelle o moduli abitativi (es. Bigelow Aerospace).