🕑 Tempo di lettura: < 1 minuto

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, annuncia le novità in arrivo con il nuovo anno tra i banchi e nelle aule. L’intento dell’innovazione in ambito educativo è quello di formare il capitale umano con nuove competenze che – stando a quanto afferma la ministra – deve tornare centrale nella società e nell’agenda politica italiana e dev’essere maggiormente orientato al lavoro.

Il primo segnale di innovazione culturale e didattica proviene dalla c.d. “alternanza scuola-lavoro”, iniziativa cui tutti gli istituti superiori hanno già dato avvio. Tale progetto prevede – come appunto suggerisce il nome – che i ragazzi della scuola secondaria superiore, di età compresa tra i 15 e i 18 anni, seguano il proprio percorso di istruzione, dedicando una parte della formazione presso un’Impresa o un Ente del territorio.

Dall’anno scolastico 2018/2019, inoltre, entreranno in vigore i decreti attuativi, volti a potenziare il diritto allo studio attraverso: maggiore attenzione a studenti con disabilità; riduzione del numero di prove nell’esame di scuola secondaria di primo grado e più valore al percorso di studio; misure concrete per contrastare l’abbandono scolastico; investimenti in edilizia scolastica.

Particolare focus va posto, poi, sulla sperimentazione del diploma di scuola superiore in 4 anni, che riguarderà 100 classi di altrettanti licei e istituti tecnici, al fine di avvicinarci – finalmente – ai principali paesi Ue.
A settembre, gli istituti che intendono candidarsi potranno presentare domanda e i 100 ammessi alla sperimentazione potranno accogliere le iscrizioni per le classi prime, che partiranno dal 2018/2019.

Infine, ulteriore innovazione è suggerita dalla volontà di estendere l’Erasmus agli ultimi due anni delle superiori, in maniera tale da far diventare curriculare una straordinaria esperienza formativa ed iniziare a piantare il seme del valore “Europa” nei giovani, sin dall’età adolescenziale.