La nuova geografia dell’innovazione: quale sarà la prossima Silicon Valley?

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Anzitutto, cos’è la Silicon Valley? Nient’altro che una piccola porzione di terra che va da San Jose a San Francisco ed ospita tre delle cinque aziende di maggior valore al mondo. Giganti come Apple, Facebook, Google e Netflix, così come pionieri quali AirBnB, Tesla e Uber, oltre a vantare un tipo di innovazione c.d. “disruptive”, risultano essere accomunate dal medesimo luogo di nascita, crescita e continuo sviluppo: The Valley.
Giusto per dare un’idea dell’indotto generato dalla concentrazione di alcune tra le più performanti, nonché innovative, aziende al mondo, la Bay Area vanta la diciannovesima economia al mondo, al di sopra della Svizzera e dell’Arabia Saudita.

Ebbene, la Silicon Valley non è solo un posto. È molto di più.
The Valley è principalmente un’idea; così come un’idea è tutto ciò da cui è partita ogni singola startup di quel posto.
Da quando Bill Hewlett e David Packard si sono stabiliti in un garage, circa 80 anni fa, è sinonimo di innovazione ed ingegnosità.
In più, a giocare un ruolo chiave nella partita a capitale mondiale dell’innovazione, abbiamo sicuramente fattori quali: combinazione di esperienza ingegneristica; reti aziendali prospere; vasti pool di capitali; prestigiosissime università; nonché una propensione al rischio instillata da una cultura imprenditoriale ampiamente diffusa. Tutto ciò ha reso La Valle praticamente impossibile da clonare e – dovendo essere sinceri – all’orizzonte sembra non si veda ancora alcun hub in grado di competere anche solo per potenziale.

Qualcosa però sta cambiando ed è abbastanza evidente.
Nel corso dello scorso anno, numerosi americani hanno lasciato la contea di San Francisco – sicuramente più di quanti ne siano arrivati. Stando ad un recente sondaggio, il 46% degli intervistati dichiara di voler lasciare la Bay Area nei prossimi anni, rispetto al 34% del 2016. In linea con questo orientamento, molte start-up sono alla ricerca di nuovi luoghi in cui radicare i propri business al punto che pare la tendenza abbia preso il nome di “Off Silicon Valleying”.
Chiaramente, le ragioni alla base di questo trend sono molteplici e variano da azienda ad azienda, da caso a caso. Ciò nonostante, possiamo trovarne una comune proprio a tutti, pur non incorrendo in grossi sforzi: il costo della vita tra i più alti al mondo. Uno dei fondatori di un’azienda con sede in SV ritiene che le giovani start-up, infatti, paghino almeno quattro volte in più per operare nella Bay Area che nella maggior parte delle altre città americane.

A chi tocca?

Ecco, dunque, che l’attenzione si sposta necessariamente su altre città; un po’ per scommessa, un po’ per indiscutibile convenienza. Parte, così, la caccia alla prossima Silicon Valley e la Kauffman Foundation, un gruppo senza scopo di lucro che si occupa di monitorare l’imprenditorialità, colloca l’area di Miami-Fort Lauderdale prima per start-up in America, basando i suoi studi sulla densità locale di neo-attività e nuovi imprenditori. Peter Thiel, tra i venture capitalist più noti della Bay Arena, ha deciso di trasferirsi a Los Angeles a causa della vibrante scena tecnologica. Al contempo, Phoenix e Pittsburgh sono diventati hub per veicoli autonomi; New York per le startup operanti nel settore dei media; Londra per il Fintech; Shenzhen per l’hardware.
Nessuno di questi posti può eguagliare la Valle da solo; ciò nonostante, riflettono una prospettiva futura più razionale, in cui l’innovazione è sicuramente più distribuita.

Di seguito, riproponiamo la classifica offerta da Forbes, nella quale 13 membri del Forbes Technology Council cercano di scommettere sul posto che, prima del previsto, rimpiazzerà La Valle. Le proposte avanzate hanno come comune obiettivo quello di pensare al miglior posto in assoluto per fondare una startup, tenendo presente che quest’ultima – più di ogni altra attività – trova terreno fertile nella più alta combinazione di risorse disponibili,  vantaggi finanziari ed altri benefici a valore aggiunto.

Replicando, dunque, la classifica:

  1. Shanghai – proposta da Artur Kiulian, Colab LA
  2. Toronto –  proposta da Sanjay Malhotra, Clearbridge Mobile
  3. Israel – proposta da Ofer Garnett, YouAPPi
  4. Austin – proposta da Juliette Rizkallah, SailPoint
  5. Phoenix – proposta da Chalmers Brown, Due
  6. The Coasts – proposta da Matthew Lieberman, PwC
  7. Santa Barbara – proposta da Christian Johan Smith, TrackR
  8. Southeast Michigan – proposta da Raffaele Mautone, Duo Security
  9. Atlanta – proposta da Jeremy Williams, Vyudu Inc.
  10. Lake Of The Ozarks – proposta da Thomas Griffin, OptinMonster
  11. Indianapolis – proposta da Jeffrey Ton, Bluelock
  12. Raleigh – proposta da Arnie Gordon, Arlyn Scales
  13. Silicon Slopes – proposta da Timothy Chaves, ZipBooks Online Bookkeeping Services.

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