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Una batteria sottile, leggera e ultra flessibile. Stiamo parlando dell’accumulatore di energia realizzato dal Grafene Labs dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia). Per l’esattezza è un condensatore, che differisce dalle batterie in quanto al suo interno non avviene nessuna reazione chimica, ma solo un accumulo di energia elettrica.

Senza entrare nei dettagli, lo si può descrivere come la sovrapposizione di due o più elettrodi realizzati in grafene. Proprio l’utilizzo di quest’ultimo rappresenta l’innovazione, infatti il grafene grazie alla sua struttura molecolare a nido d’ape bidimensionale permette di avere uno spessore di solo un atomo. In più tale materiale ha anche ottime proprietà elettroniche, ottima conducibilità e dissipazione.

I vantaggi dell’utilizzo di queste nuove batterie sono notevoli, si annovera prima di tutto la velocità di ricarica che può avvenire in pochi minuti, se non secondi. Questa caratteristica apre molti scenari di applicazione. Basti pensare a tutti quei campi in cui c’è la necessita di intrappolare energia prodotta in un breve lasso di tempo (es. energie rinnovabili o automobili) o all’esigenza di una ricarica veloce nelle macchine elettriche. In più la flessibilità e la leggerezza permettono di implementare tali accumulatori nei anche in vestiti e wearable.

Siamo ancora lontani da un massiccio uso di tale tecnologia, ovviamente sono necessarie ancora numerose ore di ReS per ottenere una batteria implementabile nei nostri device. A detta Vittorio Pellegrini, direttore del Grafene Labs del IIT, si prevede un prototipo commercializzabile tra circa 2/3 anni. Non ci resta che aspettare.
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