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Il premiato innovatore di Intel
ci racconta l’Internet of Things

“Strade e automobili interconnesse. Dispositivi guida per persone con disabilità sensoriali. Terreni ed alberi in grado di poter inviare richieste d’aiuto. Tutto è connesso, questo è il futuro! Questo è l’internet of things!

Non è immaginazione bensì il mio lavoro, che tra reti di sensori e software distribuiti, mi permette di occuparmi della progettazione di oggetti connessi, i cosiddetti dispositivi IoT, oltre che di progettare
software di qualsiasi genere a vari livelli di complessità.”

Parlaci di te e del tuo percorso formativo

“Nel 2014 ho avuto il titolo di Software Innovator da Intel Corporation, nel campo dell’Internet of Things.
Tra il 2016 e 2019 ho ricevuto diverse menzioni speciali e sono stato nominato tra i 35 Top Software Innovator al mondo. Nel corso degli anni, ho avuto l’opportunità di collaborare a progetti a livello mondiale, dagli Usa fino all’Australia, entrando in contatto con i principali stakeholder dell’innovazione internazionale lavorando ai settori più disparati come la domotica, l’educational, l’automotive, il retail, lo smart security, lo smart monitoring dei rischi ambientali ed industriali fino al controllo remoto di macchinari. Oggi, le mie competenze tecnologiche ed innovative spaziano soprattutto nei campi dell’ingegneria dell’informazione
con particolare focus su gli ambiti informatici ed elettronici.”

Che cos’è “Internet delle cose”?

“Internet delle cose” sta stravolgendo moltissimi aspetti della società e della nostra vita; pensiamo all’impatto che Internet ha già avuto sui settori dell’istruzione, della comunicazione, dell’economia, della scienza o sulle amministrazioni pubbliche per esempio. Si tratta di una delle invenzioni più dirompenti della storia.
Per questo motivo, si sente spesso parlare di quarta rivoluzione industriale. IoT associata ad altre tecnologie come il 5G rappresenta di fatto la prossima evoluzione di Internet. Tecnologie simili sono un notevole miglioramento della capacità di raccogliere, analizzare e distribuire dati convertibili e/o convertiti in informazioni strutturate. IoT (Internet of Things) o IIoT (Industrial Internet of Things) è chiaramente un prodotto elettronico connesso ad internet. La realizzazione di questi ultimi però richiede l’impiego di più competenze scientifiche per realizzare lo scopo dell’oggetto, di fatto una vera e propria contaminazione di saperi tra professioni apparentemente non relazionabili.”

Facci un esempio pratico

“Facciamo un esempio, un oggetto IoT può stravolgere la vita di ognuno di noi: suona la sveglia e mentre
vi accingete a spegnerla, vi rendete conto che sono trascorsi 10 minuti in più rispetto al solito orario.
In realtà, la sveglia – connessa ad internet tramite la vostra rete Wi-Fi domestica – ha controllato l’orario dei treni in tempo reale poco prima di quello impostato come sveglia ed ha provveduto a posticiparlo di 10 minuti, in quanto ha rilevato un ritardo di oltre 15 minuti del vostro treno a causa di un problema tecnico e per questo vi ha lasciato riposare qualche minuto in più. La presenza negli oggetti di sensori connessi ed interconnessi mediante la rete internet permette un trasferimento di dati, supportato da alcune caratteristiche elettroniche degli oggetti stessi. Questi infatti, ricevono degli input dall’ambiente esterno mediante i sensori che comunicano i dati acquisiti ad un sistema remoto, il quale dopo un’elaborazione degli stessi formula dei comandi da inviare ai dispositivi facendo sì che rispondano con degli output.
Diviene quindi centrale ed indispensabile la condivisione dei dati rilevati, affinché ci possano essere più rielaborazioni degli stessi con il fine ultimo che le informazioni di output divengano sempre più precise e significative tanto da poter delineare nuovi modelli e tendenze, come quelle comportamentali. 
Pertanto, come si sarà intuito, diventa strategico ed interessante soprattutto a livello economico analizzare più mole di dati piuttosto che singoli dati.”

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