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“Base Luna chiama Terra…”. No, non si tratta del celebre film di Juran (“The First Men in the Moon”), classico della cinematografia degli anni ’60, bensì di un possibile futuro interplanetario per l’umanità.

È il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong compie quel “one small step for man but one giant leap for menkind“, un piccolo passo per l’uomo, ma una sorprendente evoluzione per la specie umana.

Il 3 gennaio 2019, a distanza di quasi cinquant’anni, sbarcava sul lato nascosto della Luna Chang’e-4, una sonda cinese lanciata dalla base spaziale di Xinchang lo scorso 7 dicembre ed immortalata in due pixel luminosi dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Un ulteriore “giat leap” per la ricerca spaziale che potrebbe sfociare in future missioni fino ad ora ritenute meramente utopiche proposte da “scienziati pazzi”. Tra queste notevole spicco assume il progetto della Lunar Orbital Platform-Gateway (LOP-G), l’erede di quella Stazione Spaziale Internazionale cara agli appassionati di spazio, ma destinata alla pensione nell’ormai prossimo 2024. La LOP-G sarà di supporto per i viaggi nel deep space e per l’ambizioso Moon Village, il primo “villaggio” umano oltre la Terra abitato da astronauti. Questo progetto è realizzabile in circa 2 anni grazie ad una cupola gonfiabile, espulsa da un lander, che si adatterà al suolo lunare e che ospiterà molteplici apparecchiature altamente tecnologiche. Tra queste ci sarà un robot che, servendosi di una stampante 3D, la ricoprirà di materiale lunare in modo tale da proteggere i suoi abitanti dalle radiazioni solari. In questo laboratorio permanente, squadre di astronauti si alterneranno al comando, proprio come accade con la ISS, conducendo missioni ed esperimenti mirati in vari ambiti per meglio comprendere le risorse potenziali che il satellite terrestre offre all’umanità.

Il sogno di molti bambini, desiderosi di visitare ciò che la notte vedono splendere nel cielo, sarà di possibile applicazione grazie a navicelle interplanetarie come Starship di SpaceX, che potranno portare turisti, con portafogli gonfi, prima in orbita introno alla Luna, come avverrà per Yusaku Maezawa, primo “turista lunare”, e poi su Marte dove Elon Musk ha promesso di andarci e di rimanerci.

E’ proprio vero, dunque, che in un futuro non molto lontano lo Spazio non sarà unicamente visto attraverso schermi, libri, immagini, bensì sarà il luogo dove l’uomo potrà viaggiare e vivere tra le stelle e i pianeti.

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