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L’allenamento funzionale prevede l’esecuzione di esercizi a corpo libero che attivano l’intero organismo. Decisamente diversi dal classico allenamento con le macchine isotoniche, questi esercizi curano ogni aspetto dell’atletismo: forza, potenza, velocità, coordinazione, agilità, equilibrio. Altri benefici riguardano il tempo richiesto per l’esecuzione del training, con effetti positivi sui sistemi cardiovascolare e respiratorio, così come sulla gestione della routine della persona che vuole condurre uno stile di vita “healthy”, migliorando il proprio work-life balance. Non solo, il functional training dà la possibilità di sviluppare un’infinità di esercizi in poco spazio e ovunque, sia indoor sia outdoor, perché le attrezzature necessarie sono movibili, di ingombro minimo e di versatilità massima. Proprio questa caratteristica ci dà il più grande segnale dell’opportunità che il functional training sta creando nel mercato: le fitness boutique, ovvero piccoli centri caratterizzati dall’elevata personalizzazione del servizio ai clienti. Un vincente e scalabile modello di business che consente da un lato a personal trainer ed istruttori di poter aprire la propria palestra con un investimento relativamente limitato e dall’altro agli atleti di effettuare un allenamento sano, efficace, personalizzato, divertente ed economico.

In questo contesto nasce Fitart, startup di Vincenzo Morelli, giovane casertano e studente all’ultimo anno di management engineering al Politecnico di Milano, e suo fratello Adriano, giovane regista di cinema d’autore, che hanno chiesto parte della capacità produttiva dell’azienda di famiglia, operante da anni nel settore, per cercare di cogliere quest’opportunità.

“Un giorno un mio caro amico, da poco laureato in scienze motorie, mi ha rivelato che lavorare in palestra non gli bastava, ma che aprirne una propria sarebbe stato troppo rischioso ed oneroso. Ho capito che c’era un gap e che quel gap poteva diventare un’opportunità. Combinando la passione per l’arte al business di famiglia, è uscito fuori un prodotto dal fascino e dalla qualità degni del Made in Italy ad un costo incredibilmente basso” ci ha detto Vincenzo durante una chiacchierata. A lui facciamo un grande in bocca al lupo e vi lasciamo con una domanda: se da un confine del mercato ci sono le piccole boutique e dall’altro ci sono le sempre più imponenti palestre-spa, cosa pensate del futuro delle palestre “intermedie”?

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