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In questi giorni avrete sicuramente sentito parlare di maschere subacquee utilizzate per la creazione di respiratori, fondi di bottiglia e carta da forno divenuti prodotti sanitari. Queste “creazioni” che sembrano ad alcuni solo delle soluzioni per sistemare le cose “alla buona”, per altri invece sono una ventata di una particolare innovazione. Infatti, non ci sono né nuove scoperte né elementi di alta tecnologia.
Stiamo forse assistendo ad un nuovo modo di fare innovazione?

In realtà, questo modo di innovare esiste già da diversi anni e ha le proprie radici nella parola Jugaad che, nel colloquiale hindi, descrive “una soluzione improvvisata che nasce dalla creatività e dall’ingegno”.  Il termine è diventato famoso, in quanto divenuto titolo del libro “Jugaad innovation” pubblicato nel 2012 da Navi Radjou, Jaideep Prabhu e Simone Hauja. I tre professori esperti di innovazione hanno portato alla luce un “nuovo” modo di fare innovazione che consiste nel trovare soluzioni improvvisate e geniali per risolvere problemi o circostanze avverse con strumenti semplici e quotidiani.

Indiana non è solo l’etimologia della parola ma indiani sono pure i moltissimi casi riportati all’interno del libro che descrivono l’antica arte indiana dell’arrangiarsi, sfruttando le poche risorse a disposizione. Ed ecco alcuni esempi di “Innovazione frugale”:

  • Per la scarsità di energia elettrica, l’indiano Mansukh Prajapati ha ideato un frigorifero di argilla capace di raffreddarsi con un sistema ad acqua invece che ad elettricità;
  • Per la mancanza di strade asfaltate, l’indiano Kanak Das ha installato sulla propria bicicletta un ammortizzatore che dagli urti con il terriccio assorbe l’energia cinetica da riutilizzare poi come motore propulsivo per la spinta della bici.

Dall’India la Jugaad si è diffusa anche in occidente ed è diventata “Frugal innovation”. Difatti, anche i paesi già sviluppati con tutte le risorse a disposizione hanno risentito gli effetti di budget più ristretti e di risorse limitate. È così che sono nati i già masticati modelli di economia circolare ed economia della condivisione. Questo concetto è oramai di fama mondiale ed è stato tradotto in varie lingue. La versione italiana è stata curata da Giovanni Lo Storto e Leonardo Previ.

Anche se una univoca e specifica definizione non è si è ancora affermata, aiutiamo a fare chiarezza sulle caratteristiche preponderanti della innovazione frugale:

  • Sostanziale riduzione di costo
    L’innovazione frugale è caratterizzata da prezzi e costi ridotti in modo significativo rispetto ai prodotti e servizi convenzionali;
  • Concentrazione sulle funzionalità core
    L’innovazione frugale abbandona le caratteristiche fronzolo presenti sui prodotti in commercio, a beneficio delle funzionalità principali, e ne riduce notevolmente la complessità;
  • Livello di performance ottimizzato
    L’innovazione frugale mira a mantenere la qualità cercando di massimizzare il valore per il consumatore.

Adesso vi viene in mente di nuovo la maschera subacquea utilizzata come respiratore d’emergenza?

La maschera è rapportabile ad una frugal innovation. Questa costa molto meno dei respiratori in circolazione, è costruita da un unico supporto accompagnato da una valvola di raccordo stampata in 3D ed in più si concentra sull’attività respiratoria del paziente ottimizzandone i livelli.  

Ora che sapete cosa sono il concetto di Jugaad e Frugal innovation potrete anche voi individuarne dei nuovi esempi, magari chissà ideati proprio da voi stessi!