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Viviamo nel pieno di una grande innovazione, la 4.0. I dati hanno assunto un valore elevatissimo, tanto da far nascere l’esigenza di creare una disciplina ad hoc, la data science, per poter sfruttare appieno la potenzialità delle informazioni raccolte dalle aziende. L’intelligenza artificiale è diventata la protagonista tecnologica del decennio (e dei prossimi a venire). La blockchain si propone come metodo rivoluzionario per creare piattaforme di condivisione e di tracciamento delle informazioni. 
È comprensibile che solo i nomi di queste tecnologie possano scoraggiare i non addetti ai lavori, impedendo loro di accostarsi a questi argomenti e, in generale, all’innovazione digitale. 

Da sempre, l’uomo ha cercato di crearsi un percorso diverso dal resto della natura, sperimentando invenzioni e scoperte. È solo, però, con la prima rivoluzione industriale che le due strade hanno iniziato a divergere in maniera più netta, con i ritmi dettati dal progresso scientifico e tecnologico sempre più veloci. 
Attualmente, la nascita dell’informatica e degli elaboratori macchina (i computer) ha permesso un’impennata in tal senso.

In tutto questo, ci si ritrova senza accorgersene in un mondo frenetico, dove non è raro per il consumatore vedere prodotti sul mercato, in particolare quelli tecnologici, diventare rapidamente obsolescenti. Al contempo, non è inusuale ascoltare in diverse pubblicità slogan riguardo “prodotti innovativi”, “metodi innovativi”, “persone innovative”. Ma l’innovazione, oltre che essere una parola altisonante, quanto davvero ci riguarda? Siamo solo spettatori passivi in questo scenario o possiamo fare altro oltre che constatare che ogni giorno c’è qualcosa di nuovo (al di là di quanto la novità possa essere duratura o effettivamente importante)?

Insomma… Perché dovremmo interessarci all’innovazione? 

Una premessa fondamentale: quando parliamo di innovazione non ci riferiamo soltanto alla musica 8d, all’ultimo modello di smartphone o di veicolo. Con questo termine, intendiamo in senso generale tutto ciò che introduce intenzionalmente una novità, di cui si possano prevedere o meno i risvolti futuri. 
In effetti, è un modo per far procedere l’evoluzione degli eventi e di operare nel contesto in cui viviamo, che troppo spesso viene confuso con la semplice ricerca del gadget più alla moda.

Innovazione è la persona che si serve di Excel per tenere i conti in ordine in maniera più facile e organizzata rispetto al semplice foglio di carta; è il lavoratore che trova un modo più veloce ed efficace per compiere le proprie mansioni; è un dirigente che decide di introdurre nuove pratiche per migliorare il posto di lavoro dei suoi dipendenti. L’industria tecnologica segue una logica simile, ma portata all’estremo: l’innovazione qui non è un passatempo o una bella trovata, ma costituisce una necessità per poter sopravvivere, anzi rappresenta la ragione stessa della loro esistenza. Non bisogna però farsi ingannare, per l’impresa e per il lavoratore di oggi e, soprattutto, del domani, varrà la stessa legge: per andare avanti bisogna cambiare. La differenza sta nella grandezza e nella profondità delle azioni e degli impatti che queste avranno su altre persone, ma il concetto è lo stesso. 

L’innovazione non si piega solo al concetto di utile: il desiderio di possedere un cellulare ultimo modello prescinde dalla sua reale utilità, rappresenta uno status. Non si esprime perfettamente neppure con il significato di “buono”: anche nel settore delle armi ci possono essere innovazioni.

Il punto è che non se ne può fare a meno. Tentare di opporsi al cambiamento significa opporsi allo scorrere del tempo, resistere alla corrente di un fiume: puoi costruire tu una barca, o addirittura una diga per deviare l’acqua, ma non la puoi arrestare. 

Nel contesto attuale, partecipare al processo dell’innovazione significa poter sbirciare su quello che potrebbe essere il futuro, che si traduce in un vantaggio nel presente. Non è possibile nemmeno prevedere quanto largo debba essere lo sguardo: i risultati della ricerca in un settore possono avere risvolti pratici in un altro (ad esempio, lo sviluppo di algoritmi matematici di predizione e inferenza statistica sono stati modellati per aiutare i medici nell’effettuare delle diagnosi).

Tuttavia, concepire l’innovazione come filosofia di vita significa essere consapevoli che il cambiamento è sempre in atto e che questo riguarda tutti noi: grazie alla tecnologia, le nostre vite sono migliorate. Forse non ne abbiamo davvero compreso la portata. Per questo occorre riflettere sull’attualità dei tre scenari descritti all’inizio di questo articolo, poiché questi potranno avere impatti di proporzioni enormi su tutti i contesti, e noi del blog saremo insieme a voi in questo percorso.

Ci auguriamo, con questo articolo, di aver trasmesso l’importanza di nutrire interesse per l’innovazione, in particolare quella digitale, con la speranza di poter far avvicinare i lettori a queste ed altre tematiche, come è già stato fatto in tutti i nostri post.