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Shazam Entertainment è stata fondata nel 1999 da un gruppo di sviluppatori formato da Chris Barton e Philip Inghelbrecht. Oggi, l’app è stata acquistata da Apple 400 milioni di dollari.

Ormai, noi tutti conosciamo Shazam e apprezziamo le sue notevoli capacità nel riconoscere in maniera veloce ed efficace i brani musicali più disparati.

Vi siete mai chiesti come funziona davvero?

Il suo funzionamento è molto semplice ma allo stesso tempo complicato, infatti Shazam dispone di un database di oltre 11 milioni di canzoni all’interno del quale sono contenute le cosiddette “impronte digitali” di ogni singolo brano.

Quindi, analizzando il suono catturato da un microfono il software è capace in pochi secondi di realizzare un’impronta e di compararla nel database, in modo tale da cercare il brano sulla base dell’acustica unica e identificativa.
Se vi è una corrispondenza, nell’ipotesi molto probabile, viene visualizzato il titolo e l’album della canzone, altrimenti viene restituito un errore.

L’impronta digitale di una canzone è realizzata tramite lo spettrogramma, ovvero un grafico 3D formato dalla combinazione di tempo, frequenza e intensità. Nello specifico, l’algoritmo di Shazam è capace di generare questo grafico 3D e di identificare le frequenze attraverso l’intensità dei picchi e del tempo trascorso dall’inizio della traccia audio.
Questo lavoro, infatti, avviene per tutta la canzone. Il software è capace, quindi, d’individuare la combinazione della frequenza in cui si trova il punto di ancoraggio e la “target zone”, restituendoci successivamente il risultato.

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