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Quindici anni, un mese e pochi giorni; era il 4 Febbraio 2004 quando, nella prestigiosa Harvard University, prendeva forma l’innovativa creatura del giovane Mark Zuckerberg, quello che per gli anni successivi sarà la piattaforma social più diffusa nel mondo: Facebook.

L’avvento di ulteriori numerosi social network, identificanti quasi una “new generation”, un “web 2.0”, in cui principalmente i giovani sono soliti dedicare gran parte del loro tempo hanno sancito una silenziosa rivoluzione. Se fino a pochi anni fa, infatti, l’accesso a Facebook era azione quotidiana, in tempi più recenti vi è stata una decisa conversione verso altri social, Instagram in primis. Quali sono le cause di questo evidente cambio di rotta? Cosa ha spinto milioni di persone ad abbracciare un nuovo, forse più dinamico social? Probabilmente, a contribuire alla “crisi” del quindicenne Facebook sono i molteplici attacchi alla privacy degli utenti, ripresi dalle maggiori testate giornalistiche italiane ed estere. Secondo il Wall Street Journal, il Social Network starebbe raccogliendo informazioni private sugli iscritti per conto di app senza il consenso dell’utenza. E-mail, indirizzo, citazioni preferite, familiari, “about-me”, cronologia dell’account rappresenterebbero solo un ridotto numero delle informazioni “sensibili” e poco sicure. A ciò si aggiunge un report interno, scritto da un dirigente del Facebook Team, relativo all’attività svolta dalla delegazione del social durante il Word Economic Forum a Davos, nei giorni in cui Bruxelles vedeva lo sviluppo del dibattito circa il nuovo regolamento previsto dall’Unione Europea per il trattamento dei dati personali. Nove sarebbero i politici europei coinvolti da Facebook, nel tentativo di influenzare le decisioni UE in materia di privacy e sicurezza degli iscritti ai social.

I progetti della creatura di Zuckerberg sembrano essere piuttosto chiari, un rapporto di Cheddar ha affermato che Facebook è interessata a sviluppare una piattaforma di criptovaluta per incentivare l’utenza ad effettuare transazioni economiche senza l’utilizzo di denaro contante inevitabilmente collegato al governo interno. Secondo le stime del New York Times questo progetto potrebbe concretizzarsi a breve ed essere integrata, inoltre, nel sistema di WhatsApp, un progetto che coinvolgerebbe circa 2,7 miliardi di utenti. Un sistema concorrenziale al “marteking plan” stabilito per il futuro ormai prossimo dal cinese WeChat.

Una rivoluzione social, politica, economica attuata dal padre dei social network con la quale il buon Mark desidererebbe rimuovere, come in un vecchio libro, quello strato di “polvere” che, dopo quindici anni, ricopre Facebook.

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