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Roma ha degli immobili con un immenso potenziale e questa non è una novità. Sapete che la crisi del 2008 ha fatto scendere in media in Italia gli immobili del 25%? Incredibile ma vero, ed il nostro Paese sta ancora leccandosi le ferite. L’italiano è convinto che l’immobiliare sia un ottimo investimento ed a Roma sta nascendo un nuovo progetto che vuole nuovamente riporre fiducia in tale “mantra”. Viaggiare leggeri da oggi si può, scoprilo qui!

Alla nuova piattaforma per rivoluzionarlo

Stiamo parlando di “DHOME” di “AC PROPERTIES GROUP”. In cosa consiste?
Immaginate di possedere un immobile e di non volerlo cedere che sia per affetto o che sia per avidità, per vanto. Tale immobile per voi rappresenta tuttavia un costo, una passività che pesa sul vostro portafogli mentre potrebbe diventare una cospicua fonte di reddito. Ci pensa Dhome tramite la sua piattaforma che ti mette in contatto con degli esperti dell’arredamento e della ristrutturazione degli immobili con la finalità di immediata messa a rendita. Una delle parole chiave è sicuramente velocità nella ristrutturazione e sostenibilità nel design offerta grazie diverse precauzioni come il risparmio energetico e la conseguente attenuazione dell’impatto energetico e dei costi di gestione del cespite. La sezione del sito in cui viene inserito l’immobile è l’Hospitality Network, che vanta un’occupancy media dell’85%.

Perché Roma?

Il progetto parte dalla capitale d’Italia in quanto sede del Governo, della Chiesa, città più visitata del Paese. Vorrei precisare che si tratta di affitti a breve termine. Come accennavo all’inizio, Roma ha risentito della crisi del 2008 e rispetto a dieci anni fa il costo degli immobili è ribassato il che rende gli investitori più propensi all’acquisto soprattutto se si considera che nel solo 2018 gli affitti a breve termina nella Città Eterna sono aumentati dell’8%.

Cambia il mercato perché è cambiato il cliente

In termini assoluti Roma vanta 15,2 milioni di arrivi e circa 36 milioni di pernottamenti il che porta ad una permanenza media del turista di circa 3 notti, in linea con la media europea. Ciò che è notevolmente cambiato negli ultimi anni è invece il la mentalità dei turisti che desiderano un contatto più stretto con il territorio che visitano, favorendo quindi le strutture adibite ad abitazioni rispetto a quelle ricettive tradizionali.
Non a caso mentre gli arrivi in hotel negli ultimi 6 anni sono aumentati del 13,7% nello stesso periodo le c.d. strutture extra-alberghiere sono aumentate del 37,3%. Unica incognita resta il prezzo richiesto agli investitori, che influenzerà il prezzo offerto ai consumatori. Riusciranno i nostri eroi? Vi terremo aggiornati!

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