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La domanda, in tempi passati, avrebbe avuto una facile e diretta risposta da parte di tutti i consumatori. Da un decennio a questa parte, però, lo scenario è completamente cambiato. Ci stiamo riferendo alla nascita di una nuova generazione di orologi, così detti, intelligenti. Infatti, il primo smartwatch fu introdotto nel 2004 da Microsoft, anche se con scarso successo. Tale prodotto, chiamato “SPOT”, non ebbe grande risonanza e le vendite furono molto basse. 

Oggi, però, ci troviamo in un mercato fortemente influenzato dal fenomeno della “digital transformation” dove la tecnologia regna sovrana, rendendoci quasi dipendenti. 

Infatti, da quando nel 2015 Tim Cook ha annunciato l’uscita del primo smartwatch della Apple, il mercato orologiero mondiale ne ha risentito notevolmente. Il boom di vendite ottenute dall’Apple Watch fu tale da riuscire a superare le vendite, in termini di numero, di tutto il mercato dell’orologeria Svizzera, che ricopre quasi il 90% delle industrie orologiere.

Il problema è stato fortemente legato alla digitalizzazione del nostro mondo. In effetti, lo smartwatch oggi ricopre una moltitudine di ruoli, che, in gran parte, potrebbe quasi sostituire lo smartphone. Risulta estremamente comodo per gli uomini di affari, magari impegnati in riunione, o per uno sportivo che può monitorare le sue performance senza alcun problema e, in più, con estrema precisione (basti pensare che oggi il nostro amico da polso ci fornisce un ECG con una precisione e accuratezza uguale a quella medica). Insomma, i vantaggi sono innumerevoli e ben noti a tutti.

Ma la vera domanda che sorge e che bisogna porsi è come hanno reagito e come si sono innovate le compagnie orologiere “classiche”. Ovviamente il must, per avere successo in un mondo dinamico come quello attuale, resta sempre la continua innovazione e il “self-improvement”. Esempi lampanti di tale tendenza sono le continue limited-edition lanciate da aziende come IWC, Patek Philippe o Audemars Piguet. Colosso di tale trend risulta essere Bulgari che, con il suo Octo finissimo segna una pietra miliare in questa guerra tra antico e moderno capendo, prima delle altre aziende, che per vincere bisogna innovare e offrire prodotti sempre meno convenzionali. Insomma, oggi la ricetta del successo risulta essere la creazione di un prodotto che non sia di moda, ma soprattutto di tendenza.

Ricerche di mercato mostrano che nei prossimi cinque anni la vendita di smartwatch aumenterà esponenzialmente, acquistando un’ulteriore fetta di mercato a danno degli, ormai troppo comuni, orologi classici.
La risposta, ovviamente, sarà fornita solo col passare del tempo, ma la certezza è che il consumatore ad oggi preferisce un orologio interattivo, che possa adattarsi al meglio alle caratteristiche personali e alla dinamicità della propria vita.

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