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La storia è colma di svolte, colpi di scena talvolta inaspettati che influenzano la quotidianità, le abitudini della società e, inevitabilmente, scrivono pagine che, volenti o meno ci tocca studiare e approfondire sui banchi di scuola. Sebbene i classici manuali scolastici si interrompano alla “Seconda Rivoluzione Industriale”, è possibile considerare il decennio attuale come Terza o, addirittura, Quarta Rivoluzione Industriale.

“Tecnologia” è il termine chiave per comprenderne le sfaccettature, in particolare l’attenzione comune riguarda il mondo degli Smartphone, utilizzati da tutti, conosciuti da pochi.

L’evoluzione di questi apparecchi, prima graduale ora radicale e sistematica, ha segnato e segna attualmente lo scenario socio-economico delle prime due decadi del XXI secolo.

Se iPhone, Samsung, Huawei sono sulla bocca di tutti, meno conosciuta è l’azienda cinese Vivo fondata nel 2009, la cui “mission” è fornire il mercato di dispositivi dalle elevate prestazioni audio-video. La multinazionale, basata sul sistema operativo Android, ha fatto il proprio ingresso nel mercato di più di 100 paesi al mondo con strategie di marketing notevoli (sponsor ufficiale della Indian Super League, campionato di calcio indiano; “smartphone ufficiale” dei supereroi nel film “Civil War”). Poche settimane fa è stato presentato il nuovo Vivo X27, ultima creazione dell’impresa cinese, modello disponibile, inoltre, nella versione Pro avente una fotocamera pop-up di dimensioni importanti (fotocamera posteriore Tripla Cam da 48MP+13Mp “wide-angle” a 120°+5MP “sensore profondità” con flash) a conferma del principale focus aziendale. Volgendo lo sguardo al portafogli, il Vivo X27 costa dai 500€ ai 600€ per le versioni plus. Prodotti di qualità molto avanzata con innovativi aggiornamenti e miglioramenti a prezzi decisamente più accessibili rispetto gli smartphone della “Mela”. Indiscrezioni affermano come Apple abbia già in costruzione un nuovo smartphone low cost: il secondo modello dell’iPhone SE, lanciato dall’azienda statunitense nel 2016; il nuovo nome dovrebbe essere iPhone SE X o iPhone XE, dove la X richiama il design tipico degli iPhone di ultima generazione. Il prezzo? “Solo” 600€, al cambio euro-dollaro attuale.

Sul versante della storica concorrenza sudcoreana, Samsung ha registrato un picco negativo degli utili (-60%, 5,5 miliardi di dollari) nel primo trimestre del 2019; il peggior scivolone della multinazionale nata nel 1938, secondo Bloomberg. La causa di tale crisi, in parte, porta il nome di un’ulteriore new entry del settore, rivelazione degli ultimi anni: Huawei. La domanda debole di smartphone Samsung è da riscontrarsi nell’elevata concorrenza dei produttori cinesi, artefici di dispositivi “androidiani” a costi decisamente inferiori e dalle indiscusse qualità. Riuscirà il nuovo Samsung Galaxy Fold, smartphone pieghevole uscito nei giorni scorsi in Italia, a confermare Samsung nelle prime posizioni del settore mobile? Domanda legittima a cui solo il mercato, nei prossimi mesi, offrirà una valida risposta; l’accessibilità del prodotto non farà del Galaxy Fold un dispositivo mobile ad uso e consumo delle masse, sarà prevalentemente un prodotto di nicchia, “elitario” (scomodando termini storicizzanti).

Questi differenti casi, almeno parzialmente analizzati, mostrano un mercato degli smartphone in costante e rapida evoluzione con prodotti sempre più in grado di abbracciare le ultimissime scoperte tecnologiche orientando le multinazionali della telefonia verso una strada comune, quella della progressiva innovazione, nella quale la concorrenza è prerogativa necessaria per inseguire il successo.