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Era il 1962 quando il presidente americano John Fitzgerald Kennedy annunciò nel suo celebre discorso, tenuto alla Rice University di Houston l’inizio di un programma spaziale con l’obiettivo di portare l’uomo sulla Luna, il quale fu raggiunto nel 1969 con la missione Apollo 11.

Ormai 50 anni fa abbiamo messo piede sulla Luna ed ora è giunto il momento di ritornarci. Da pochissimo la NASA ha annunciato che entro il 2024 con la missione Artemis, nella mitologia sorella gemella di Apollo, saremo di nuovo sul nostro satellite che da sempre affascina ed ispira l’umanità.

Molte aziende private, sempre più attratte dal business spaziale, hanno reso questo settore più commerciale e competitivo oltre che più avanzato tecnologicamente, concentrando il loro interesse su vari progetti, tra cui quello dei lander lunari riutilizzabili e multifunzionali e perciò vantaggiosi economicamente.

Tra le aziende private particolarmente interessate a ciò, troviamo Locked Martin, che ha presentato il suo concept di lander lunare riutilizzabile, basato su gran parte della tecnologia già sviluppata e realizzata per la capsula Oreno. Il lander sarebbe utilizzato come mezzo di trasporto degli astronauti dal Lunar Orbital Platform-Gateway alla superficie lunare e potrebbe essere attivo e funzionante entro la fine del 2020, in linea con la tempistica  della NASA.   

Un altro significativo esperimento è stato condotto da SpaceIL, organizzazione no-profit israeliana, fondata nel 2011 per partecipare alla competizione Google Lunar X Prize per progettare un lander capace di atterrare sulla Luna. SpaceIL, grazie a donazioni filantropiche, è riuscita a stringere un contratto con Israel Aerospace Industries (IAI) per la produzione del primo lander Beresheet israeliano.

L’ultima, ma non per importanza è Blue Moon, lander presentato dalla società di proprietà di Jeff Bezos che per la prima volta nella storia ha progettato un lander con un motore potentissimo che funziona con una miscela di idrogeno e ossigeno.

A tale scopo, sarà necessario, come di recente ha affermato Jeff Bezos, realizzare l’infrastruttura necessaria ai prossimi imprenditori spaziali per garantire loro in modo economicamente efficace un nuovo business. Se attualmente il compito della ricerca e di tutte le attività spaziali è quello di costruire la strada migliore e più proficua per l’Uomo nello spazio verso la Luna e Marte, su questi risultati in futuro le nuove generazioni potranno liberare la loro creatività per realizzare grandi cose, che – come Bezos stesso ci ricorda, – partono sempre da quelle più piccole: “Big things start small!