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Alessio Lorusso è CEO e fondatore di Roboze, premiato da Forbes under 30.

Da dove hai iniziato?

La mia storia nasce da una piccola officina meccanica, quella del mio papà, è lì che ho mosso i primi passi e smontato le prime cose. Ho sempre avuto un approccio molto pratico alle cose e poi ho sempre avuto la passione per la robotica e meccatronica.

A 13 anni avevo il mio piccolo laboratorio in casa. All’età di 17 anni, mosso dalla curiosità di capire di più sulla tecnologia delle stampanti 3D, che nel 2008 – 2009 cominciava già a diffondersi, decisi di costruirne una partendo col reperire tutti i componenti da una Università inglese attraverso dei kit basici; impiegai due anni per finirla e vederla funzionare. Per quattro anni continuai a lavorare nell’officina di mio padre e, una volta terminato il lavoro, ritornavo a smanettare sulla mia stampante 3D fino a notte fonda.

Perché eri convinto che questa tecnologia potesse avere un mercato?

Durante gli anni di progettazione, feci anche qualche analisi del business e mi accorsi che il mercato era fondamentalmente separato in due grandi fasce: una consumer, persone che compravano dei kit e li assemblavano, e un’altra fascia di mercato industriale con i costi delle stampanti 3D molto elevati, intorno al milione di dollari.

Nel mezzo praticamente non c’era nulla, da qui l’intuizione di creare un prodotto estremamente professionale offerto alle piccole-medie imprese. In tale segmento intravedevo un target perfetto, perché sono le PMI che creano l’innovazione in un paese e innovano ogni giorno. Ma volevo offrire qualcosa di diverso ai miei clienti: una stampante 3D estremamente precisa in grado di produrre componenti finiti. Ottenni tale obiettivo smontando ed osservando un macchinario di asportazione di metalli di mio padre che era capace di lavorare in modo preciso. Capii che si muoveva ad ingranaggi ed allora mi chiesi perché non trasportare la stessa tecnologia alle stampanti 3D? Ecco che ottenni il mio brevetto in 158 Paesi nel mondo, creando la stampante 3D più precisa al mondo.

Parlaci della tua azienda: Roboze.

Da questa intuizione delle stampanti 3D più precise al mondo nasce Roboze, la mia azienda, che come punti di forza ha la precisione tecnologica del lavoro e la fortissima specializzazione nei materiali. Infatti, all’interno dell’azienda vi è un team specializzato nella R&S di materiali speciali. Grazie ai nostri prodotti di alta qualità e high-tech abbiamo stretto collaborazioni con diverse aziende leader mondiali nei loro rispettivi settori che spaziano da quello aereo a quello delle competizioni su ruote. Siamo cresciuti con ritmi velocissimi e siamo presenti con due stabilimenti nel mondo: uno al Sud Italia e l’altro negli Stati Uniti. In un anno l’azienda è passata da 15 dipendenti a cento, aumentando il suo giro d’affari del 250% in 25 Paesi nel mondo. Attualmente una parte della nostra produzione è stata convertita alla lotta contro l’emergenza del Covid-19

In tutto questo la mia sfida è mantenere nell’azienda un approccio molto pragmatico e una mentalità da startup e nello stesso tempo crescere a livello internazionale. Il segreto è portare in modo rapido soluzioni tecnologiche nel mercato, soprattutto in settore come il nostro che corre ad una velocità sconvolgente. Noi adottiamo una velocità di decisione molto rapida nello scegliere nuovi progetti ed è questa l’arma migliore contro i nostri competitor.

Hai un consiglio per chi vuole fondare una propria azienda o ha un progetto?

Fate benchmarking, raccogliete informazioni, feedback e ascoltate ed analizzate bene il mercato. Se quello che state pensando di fare piace ai vostri clienti, avrà successo. Quando create il prodotto, ascoltate il cliente, spesso da quest’ultimo possono nascere dei miglioramenti nei vostri prodotti; alla fine è il mercato che decide chi avrà successo.

In Italia è difficile dare inizio a delle startup, soprattutto in questo periodo, ma sono convinto che in queste situazioni di crisi così profonda possono generarsi delle opportunità, riservate però solo a chi possiede carattere, passione e forte volontà. Non abbiate paura di sbagliare, anzi imparate dai vostri errori; se non incominciamo noi giovani a tirare su questo paese, nessuno lo farà al posto nostro.

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