🕑 Tempo di lettura: 2 minuti

Adam’s Hand è la prima protesi bionica di mano al mondo completamente adattiva, ed è il primo prodotto sviluppato da BionIT Labs, startup leccese composta oggi da 18 professionisti altamente qualificati. L’idea nasce dall’ingegnere meccanico salentino Giovanni Zappatore che ha deciso di trasformare la sua tesi di laurea magistrale in startup e nel 2018, dopo la vittoria del bando PIN – Pugliesi Innovativi, insieme a Matteo Aventaggiato e Federico Gaetani ha fondato la socitetà BionIT Labs. L’obiettivo è quello di realizzare una protesi che sappia imitare al meglio il movimento naturale della mano, dal momento che quelle attualmente in commercio sono scomode, difficili da utilizzare e molto costose. La grande sfida che il Team vuole realizzare è creare un dispositivo di semplice uso ed economicamente accessibili a tutti, mantenendo elevate prestazioni ed un elevato contenuto tecnologico. L’obiettivo è restituire agli utenti la possibilità di svolgere autonomamente il 90% delle azioni di vita quotidiana, fondamentali per il benessere della persona e per restituire indipendenza all’individuo.

Chiunque oggi presenti una disabilità è continuamente costretto ad adattarsi ad un ambiente non progettato considerando le sue necessità: poche e poco adeguate, quando presenti, sono le interfacce che permettono a persone con disabilità motorie, visive, uditive o di qualsiasi altro tipo di rapportarsi in modo autonomo ed efficace con l’ambiente che li circonda e con gli altri individui.

Scopri gli ambulatori 2.0 in Italia cliccando qui!

“In BionIT Labs non guardiamo alla disabilità come ad un limite assoluto alle potenzialità dell’individuo, ma piuttosto come ad un ostacolo relativo all’inadeguatezza delle interfacce che l’essere umano ha sviluppato nel corso della Storia: è quindi nostro compito dare vita a delle tecnologie innovative che Trasformino le disabilità in Nuove Possibilità.”

Giovanni Zappatore, CEO di BionIT Labs

Adam’s Hand è basata su un meccanismo innovativo, brevettato in Italia e in fase di estensione in EU, USA, Cina e India, che con un solo motore è in grado di muovere tutte le dita facendo in modo che queste si adattino automaticamente a forma e dimensione dell’oggetto che si vuole afferrare. La presa adattiva permette all’utente finale di avere un dispositivo estremamente semplice da utilizzare, che non comporta sforzi per l’utente e riduce il carico psicologico. L’utilizzo di un solo motore, rispetto ai 5-6 generalmente usati oggi, uniti all’elettronica ridotta permettono di avere un dispositivo più leggero, compatto ad elevata resistenza. Inoltre, l’utilizzo della stampa 3D, con tecnopolimeri di alta qualità, permette di avere le falangi personalizzabili nelle dimensioni, diminuendo in questo modo il tasso di rigetto, che è proprio di questi dispositivi. Tutto ciò permette di abbattere i costi e avere un prezzo pari a 1/4 rispetto a quello dei nostri competitors. Inoltre, Adam’s Hand presenta anche un’interfaccia di calibrazione basata su algoritmi di machine learning, in grado di “apprendere” nel tempo come l’utente utilizza la protesi, incrementando ulteriormente la sua semplicità d’uso.

Il Team ha iniziato a testare il dispositivo con un ragazzo focomelico, Paolo Congedo, al quale durante un evento di beneficenza è stata donata una protesi Adam’s Hand. Ad oggi Adam’s Hand è in fase di testing in 5 officine ortopediche italiane che hanno già espresso il loro interesse per l’acquisto del dispositivo. I piani per il futuro prevedono l’integrazione nel dispositivo di una piattaforma di telemedicina, che possa consentire a utenti e tecnici ortopedici di avere un contatto diretto e continuo – in modo da velocizzare i tempi di recupero a seguito dell’amputazione – e l’estensione delle funzionalità dell’arto tramite la sua connessione in rete, in modo da poter interagire maggiormente con un mondo sempre più “connesso”.